Italia longeva, ma il welfare non è pronto: il conto della vecchiaia
Nel Paese vivono 15 milioni di over 65 e circa 5 milioni convivono con problemi di salute rilevanti, mentre la durata media della vita continua a salire.
La vita media in Italia ha toccato quota 83,4 anni nel 2024, secondo gli ultimi dati Istat, e il divario con il passato è enorme: in epoche lontane si viveva molto meno, spesso appena per poche decine di anni. Questo allungamento dell’età media, però, non apre solo scenari positivi: porta con sé anche nuove pressioni per il sistema di welfare e per il settore assicurativo.
Una popolazione che invecchia rapidamente
Nel Paese gli ultrasessantacinquenni sono 15 milioni. All’interno di questo gruppo, circa 5 milioni presentano condizioni di salute serie, un elemento che rende più complessa la gestione dei bisogni assistenziali e sanitari.
La longevità, dunque, non va letta soltanto come un successo medico e sociale. Se le persone vivono più a lungo, aumenta anche il tempo in cui possono aver bisogno di cure, sostegno economico e servizi adeguati.
La sfida per welfare e assicurazioni
Proprio questo cambiamento demografico sta spostando il tema dal piano statistico a quello concreto. Più anni di vita significano più necessità da coprire, con ricadute dirette su pensioni, assistenza e organizzazione dei servizi.
Per assicurazioni e welfare la questione è ormai centrale: la crescita della longevità non riguarda solo chi arriva a età avanzate, ma l’equilibrio complessivo del sistema chiamato a sostenerle. In questo senso, la vecchiaia diventa un banco di prova sempre più impegnativo.