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Economia 2 min di lettura14 ore fa

Italia, il nodo non è solo la spesa: l’Upb indica la vera sfida

L’economia italiana ha corso meno dell’area dell’euro per quasi trent’anni: secondo l’Upb servono interventi strutturali, non soltanto maggiori risorse pubbliche.

Il rallentamento dell’economia italiana rispetto all’area dell’euro non si spiega soltanto con le scelte sui conti pubblici. A incidere, secondo l’Ufficio parlamentare di bilancio, sono soprattutto debolezze strutturali che limitano la capacità del Paese di crescere nel medio periodo.

L’analisi considera l’andamento del Pil tra il 1996 e il 2025 e segnala un divario rimasto sfavorevole quasi senza interruzioni. L’unica eccezione rilevante è stata la breve ripresa seguita alla pandemia, quando la dinamica italiana si è avvicinata a quella dell’area dell’euro.


Produttività legata all’innovazione

Nel quadro esaminato dall’Upb, i servizi hanno sostenuto gran parte dell’espansione economica degli ultimi tre decenni. Il contributo più significativo è arrivato dai comparti collegati all’informatica, mentre l’aumento della produttività per ora lavorata si è concentrato soprattutto nella manifattura più avanzata e caratterizzata da un elevato contenuto tecnologico.

Questi elementi indicano che la capacità competitiva non dipende soltanto dal volume della spesa pubblica. Per rafforzare lo sviluppo occorre intervenire sui fattori che migliorano produttività, innovazione e capacità di crescita delle imprese e del sistema economico nel suo insieme.

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Più spesa, ma anche più debito

Un esercizio controfattuale presentato dall’Upb nel Rapporto sulla politica di bilancio del 2024 ha stimato che le decisioni di bilancio spiegano soltanto una parte della distanza accumulata dall’Italia. Di conseguenza, secondo l’ufficio, assumono un peso centrale le misure strutturali capaci di aumentare il potenziale di sviluppo nel tempo.

Libero Monteforte, direttore del servizio analisi macroeconomica, ha osservato in audizione: «Se allineassimo l’avanzo primario agli standard europei avremmo un divario di crescita inferiore ma comunque resterebbe negativo e ci saremmo trovati con maggiore debito pubblico». La conclusione è che «non è soltanto una questione di mera spesa pubblica».

L’Upb ha illustrato queste valutazioni alla commissione Attività produttive, commercio e turismo della Camera, durante l’indagine conoscitiva dedicata alla capacità competitiva del sistema Italia. Il confronto tra i diversi Paesi europei, secondo l’analisi, conferma quindi la necessità di agire sulle condizioni strutturali della crescita, oltre che sulle politiche di bilancio.

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