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Economia 2 min di lettura1 ora fa

Guida autonoma, l’Italia rischia di perdere la corsa: l’allarme

Niulinx contesta le nuove regole e teme che test, capitali e competenze si trasferiscano in Germania e Spagna in attesa dei decreti attuativi

Il nodo non è soltanto tecnologico: senza una correzione delle norme, l’Italia potrebbe diventare un Paese dove si sviluppano sistemi di guida autonoma destinati però a essere collaudati e omologati altrove. A lanciare l’allarme è Niulinx, azienda nata dal Politecnico di Milano, che vede a rischio la crescita dell’intera filiera nazionale.

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La norma apre una porta, ma non basta

Il testo del nuovo Codice della strada trasmesso dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti al Parlamento introduce per la prima volta il riconoscimento dei veicoli capaci di procedere in modo automatizzato. La supervisione potrebbe essere svolta anche a distanza, ma questa possibilità dipende da un decreto attuativo che non è ancora stato emanato.

Nel frattempo, la disciplina manterrebbe a bordo una persona incaricata del controllo. Secondo Luca Foresti, amministratore delegato di Niulinx, il problema riguarda anche l’attribuzione della responsabilità: l’autista resterebbe formalmente responsabile pure quando il mezzo sta operando senza un intervento effettivo da parte sua. Per il manager, questa impostazione renderebbe il quadro poco attrattivo per chi intende offrire servizi su strade aperte al traffico.


Investimenti e ingegneri verso l’estero

Se il testo non cambierà, le imprese italiane potrebbero essere costrette a svolgere in altri Paesi le verifiche necessarie per ottenere l’omologazione. Germania e Spagna, in particolare, dispongono già di regole considerate più adatte alla sperimentazione dei veicoli automatizzati.

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L’effetto temuto da Niulinx è uno spostamento fuori dall’Italia non solo delle prove, ma anche dei finanziamenti, dei tecnici specializzati e delle attività industriali collegate. «Sarebbe un’occasione persa per l’Italia», ha osservato Foresti, spiegando che i tempi normalmente lunghi dell’iter legislativo potrebbero spingere gli operatori a muoversi rapidamente verso altri mercati.


Niulinx ha già guardato alla Germania

La società milanese impiega 100 persone e sta sviluppando un sistema di guida automatizzata di livello 4, basato su componenti e programmi realizzati internamente. La tecnologia è installata su Fiat 500e di serie ed è già sottoposta a sperimentazione su strada in Italia.

Niulinx dispone inoltre di un ufficio a Monaco di Baviera e, proprio per questo, potrebbe essere tra le prime aziende a trasferire oltreconfine una parte delle attività. Ad aprile la società ha raccolto 38 milioni di euro da Cdp Venture Capital, A2a, Ferrovie dello Stato e Pirelli, una raccolta che testimonia l’interesse degli investitori per il settore.

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