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Economia 2 min di lettura4 ore fa

Germania, Austria e Svezia ricevono più rifiuti speciali italiani

Germania, Austria e Ungheria sono tra le principali destinazioni dei materiali inviati oltreconfine nel 2024

Nel 2024 l’Italia ha mandato all’estero 5,1 milioni di tonnellate di rifiuti speciali, soprattutto per la carenza di impianti nazionali.

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Le principali destinazioni estere

La Germania ha ricevuto la quota maggiore, con 1,1 milioni di tonnellate. Seguono Austria con 0,7 milioni, Svezia con 0,4 milioni, Ungheria, Francia e Spagna con 0,3 milioni ciascuna.

I materiali sono stati destinati in prevalenza a strutture capaci di recuperare materia o produrre energia. Secondo Chicco Testa, presidente di Assoambiente, l’assenza di capacità sufficiente in Italia significa rinunciare a una possibile fonte di ricchezza: «Non abbiamo abbastanza impianti per trattare questi rifiuti in Italia».


Quali materiali partono

Tra i flussi più consistenti figurano i residui derivanti dal trattamento di rifiuti non pericolosi, pari a 770mila tonnellate. La plastica e la gomma hanno raggiunto 535mila tonnellate, mentre terre e rocce si sono fermate a 348mila.

All’estero sono finiti anche 300mila tonnellate di rifiuti misti. Le quantità fanno parte di un fenomeno legato alla crescita della produzione complessiva di rifiuti speciali registrata nell’ultimo decennio.

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I dati sulla produzione italiana

Nel 2024 il Paese ha generato 202 milioni di tonnellate di rifiuti. La componente speciale ha raggiunto 172,1 milioni, contro i 134,4 milioni rilevati nel 2014; nello stesso periodo, i rifiuti urbani sono rimasti quasi invariati, passando da 29,7 a 29,9 milioni di tonnellate.

Oltre metà dei rifiuti speciali, il 52,5%, arriva dai lavori di costruzione e demolizione. Il trattamento dei rifiuti pesa per il 23,1%, mentre le attività manifatturiere rappresentano il 15,9%.


Il quadro delle esportazioni

Nel complesso, nel 2024 l’Italia ha esportato 6,4 milioni di tonnellate di rifiuti, circa il 3% del totale prodotto. Oltre ai 5,1 milioni di tonnellate di rifiuti speciali, il dato comprende 1,3 milioni di tonnellate di rifiuti urbani.

I numeri sono contenuti nel rapporto “Rifiuti in numeri 2026”, realizzato da Assoambiente e presentato durante Ecomondo a Rimini. L’associazione riunisce le imprese attive nei servizi ambientali, nel riciclo, nel recupero, nello smaltimento e nelle bonifiche.

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