Ferraroni: Bruxelles riveda Ets e Cbam, il Governo investa
Il presidente degli Industriali di Cremona sollecita Bruxelles e Governo su manifattura, energia e legge di bilancio
Maurizio Ferraroni ha chiesto all’Europa una politica industriale per sostenere la manifattura e al Governo una legge di bilancio orientata al lungo periodo. L’appello è arrivato durante l’assemblea annuale dell’Associazione degli Industriali di Cremona.
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La richiesta all’Europa
Secondo Ferraroni, Bruxelles deve intervenire rapidamente per proteggere la base produttiva europea. Il presidente ha osservato che l’Unione, nata anche intorno a industria ed energia, oggi rischia di indebolirsi proprio in questi due ambiti.
Nel suo intervento, legato al tema “L’impresa di decidere”, Ferraroni ha sostenuto che non ci sia più spazio per rinviare le scelte: «Il tempo delle analisi è scaduto». A suo giudizio, servono risorse adeguate a livello europeo e una linea industriale che finora è rimasta soprattutto negli annunci.
Le regole sulla transizione
Tra le priorità indicate dal presidente figurano la revisione dell’Ets e del Cbam, strumenti collegati alle emissioni e agli scambi con i Paesi esterni all’Unione. Ferraroni ha contestato l’attuale impostazione della transizione ambientale, ritenendola insufficiente a difendere le imprese europee dalla concorrenza internazionale.
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«Così non salviamo il pianeta, ma stiamo semplicemente spostando le emissioni altrove», ha affermato, riferendosi all’importazione di merci realizzate dove gli standard ambientali sono meno severi. Il rischio indicato è un progressivo indebolimento del tessuto manifatturiero, chiamato a rispettare vincoli e costi che non gravano su molti concorrenti stranieri.
L’appello al Governo
Ferraroni ha rivolto una sollecitazione anche all’esecutivo italiano, chiedendo una legge di bilancio capace di guardare oltre il consenso immediato. La richiesta è stata presentata insieme all’invito a compiere scelte di lungo respiro, in linea con la necessità di sostenere la produzione.
Per l’associazione cremonese, il sostegno alla manifattura richiede quindi un coordinamento tra decisioni nazionali e iniziative europee. Al centro restano la competitività delle imprese, il costo delle regole ambientali e la disponibilità di risorse per affrontare le difficoltà del comparto industriale.
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