Famiglie Ue, redditi reali fermi e risparmi in calo
Nel secondo trimestre consumi in aumento, ma l’inflazione ha raggiunto il 5,4% in Italia a ottobre
La propensione al risparmio delle famiglie italiane è diminuita dell’1,2% nel secondo trimestre del 2026. Nello stesso periodo, il reddito reale pro capite è cresciuto appena dello 0,1% nell’Unione europea.
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Inflazione in aumento
A pesare sui bilanci familiari è soprattutto l’accelerazione dei prezzi. Nell’area euro l’inflazione annua ha raggiunto il 3,8% a settembre, contro il 3,2% di agosto e il 2,2% dello stesso mese del 2025.
Per l’Italia, la stima provvisoria relativa a ottobre indica un incremento del 5,4%. L’aumento dei costi, sostenuto anche dall’energia, riduce così il margine disponibile per accantonamenti e spese future.
Venerdì 30 ottobre, intervenendo alla Giornata del risparmio, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha richiamato gli effetti delle tensioni internazionali sul benessere delle famiglie: «Conflitti geo-economici e geo-politici aggrediscono, con l’inflazione e una dinamica salariale inoperosa, il tenore di vita dei cittadini».
Redditi e consumi nel trimestre
I dati di Eurostat mostrano che nell’area euro il reddito reale pro capite è salito dello 0,1% tra aprile e giugno, dopo una crescita identica nei primi tre mesi dell’anno. I consumi reali pro capite, invece, hanno segnato un aumento dello 0,3%, dopo la stabilità del trimestre precedente.
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Considerando l’intera Unione europea, il reddito reale pro capite è cresciuto dello 0,1%, a fronte del +0,3% registrato nel primo trimestre. I consumi hanno avuto un andamento più vivace, con un incremento dello 0,4% dopo la riduzione dello 0,1% rilevata nei tre mesi precedenti.
Risparmio delle famiglie
La riduzione del reddito disponibile e l’aumento delle spese si riflettono sul tasso di risparmio. Nell’area euro l’indicatore è sceso dello 0,2% rispetto al trimestre precedente, mentre nell’Unione europea la flessione è stata di 0,3 punti percentuali.
L’Italia ha registrato una delle contrazioni più ampie, con un calo dell’1,2%. Il dato arriva mentre l’aumento dei consumi reali pro capite procede più rapidamente della crescita dei redditi, comprimendo la capacità delle famiglie di mettere da parte denaro.
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