Ex Ilva, gli altiforni verso lo spegnimento dopo la sentenza
Le Sezioni Unite hanno confermato il verdetto milanese: i commissari definiranno tempi e modalità dell’intervento a Taranto
L’ex Ilva di Taranto dovrà fermare gli altiforni e interrompere la produzione dell’area a caldo. La decisione arriva dopo il deposito, avvenuto oggi, della sentenza delle Sezioni Unite della Corte di cassazione.
Lancome
-20% sui pacchetti da Lancôme
Le decisioni sullo spegnimento
Spetterà ora ai commissari stabilire come procedere sul piano tecnico e in quali tempi completare l’arresto degli impianti. Gli altiforni si trovano attualmente nella fase di preriscaldamento.
La data del 15 dicembre 2026, fissata dalla legge per la loro fermata, era collegata proprio all’attesa del pronunciamento della Suprema corte. Con il deposito della sentenza, il passaggio giudiziario si è concluso.
Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.
Readoo usa l’AI per rispondere velocemente alle tue domande.
La pronuncia dei giudici milanesi
Le Sezioni Unite hanno confermato il verdetto emesso dalla Corte d’appello civile di Milano. La decisione stabilisce quindi la cessazione dell’attività produttiva a caldo nello stabilimento siderurgico tarantino.
Secondo quanto sostenuto finora, una volta arrestati gli altiforni non sarebbe possibile rimetterli in funzione. Per questo, l’area a caldo dell’ex Ilva appare destinata a chiudere con lo spegnimento degli impianti.
Continua a leggere
Gas naturale, future novembre in calo a 98,6 euro
Ad Amsterdam, il contratto sul metano ha perso il 2,1% dopo la chiusura dei principali listini europei
Ricavi Amplifon a 575 milioni nel trimestre, confermati target 2026
Nel periodo luglio-settembre il gruppo ha registrato ricavi per 575 milioni e ha confermato gli obiettivi per il 2026
Btp-Bund, differenziale a 114 punti alla chiusura
Il rendimento del titolo decennale italiano ha terminato la seduta al 4,49%, contro 115 punti base iniziali
Samuele Lodi guida la Fiom: eletto con il 98,7%
Il dirigente emiliano prende il posto di Michele De Palma, passato alla segreteria nazionale della Cgil il 14 settembre