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Economia 2 min di lettura54 min fa

Esuberi Electrolux a 1.190, confronto il 2 novembre

Sessanta uscite incentivate riducono il numero degli esuberi; resta aperto il futuro dello stabilimento di Cerreto d’Esi

Electrolux ha portato a 1.190 il numero degli esuberi previsti, rispetto ai 1.250 indicati in precedenza. La riduzione è arrivata dopo 60 uscite volontarie incentivate; il confronto tra azienda e sindacati riprenderà il 2 e 3 novembre.

Il nodo più delicato riguarda Cerreto d’Esi, dove sono coinvolti 150 lavoratori e la multinazionale aveva annunciato la chiusura del sito. Le organizzazioni sindacali chiedono che la produzione prosegua agli attuali livelli fino all’ingresso di un nuovo investitore.

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I punti ancora aperti

Per Fiom, Fim e Uilm il ridimensionamento ottenuto non è sufficiente. Le uscite hanno interessato soltanto gli operai, mentre tra gli impiegati rimangono 600 eccedenze: da qui la richiesta di ridurre ancora il numero complessivo.

I sindacati chiedono inoltre che Electrolux garantisca un organico minimo concordato. Se il personale dovesse scendere sotto quella soglia, l’azienda dovrebbe procedere a nuove assunzioni, dando priorità a chi ha già lavorato con contratti temporanei.


La situazione negli stabilimenti

A Cerreto d’Esi è stato sollecitato un impegno vincolante sulla continuità produttiva, insieme alla fissazione di un limite massimo per il ricorso agli ammortizzatori sociali. L’obiettivo è accompagnare il sito fino all’eventuale arrivo di un nuovo soggetto industriale.

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Per Porcia, invece, il confronto si concentra sulla produzione di lavasciuga. Electrolux ha dato disponibilità a mantenere il 50% dei volumi, contro il 30% prospettato durante il precedente incontro.


Le condizioni per l’intesa

Tra le ipotesi sul tavolo figurano i contratti di espansione, che i sindacati chiedono al Governo di rifinanziare per favorire il ricambio professionale. Le organizzazioni sollecitano anche il sostegno agli ammortizzatori necessari nella fase conclusiva della trattativa.

La gestione delle uscite dovrebbe basarsi sulla non opposizione, con l’esclusione dei licenziamenti imposti. Restano da definire anche gli incentivi all’esodo, la rotazione dei lavoratori in cassa integrazione e un numero adeguato di postazioni per chi ha capacità lavorative ridotte.

Gli incontri del 2 e 3 novembre serviranno a verificare se esistono le condizioni per una cornice generale. In caso positivo, le parti potranno lavorare alla definizione dell’accordo complessivo.

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