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Economia 1 min di lettura1 ora fa

Contratto bancari, lunedì riparte il negoziato sull’aumento

Il confronto coinvolge circa 260mila lavoratori e dovrà misurarsi con quasi 6 miliardi di nuove imposte sul settore

Lunedì riprenderanno nella sede dell’Abi le trattative per il rinnovo del contratto dei bancari, che interessa circa 260mila lavoratori.

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Tasse e aumento in discussione

Il negoziato riguarda sia la parte salariale, con un incremento medio complessivo di 518 euro a regime, sia gli aspetti normativi e organizzativi. Sul tavolo pesa però il nuovo prelievo fiscale sul comparto finanziario, vicino ai 6 miliardi di euro e introdotto con la Manovra.

I sindacati chiedono che l’aumento delle imposte non rallenti il confronto con le banche. A rendere più complesso il quadro contribuiscono anche le incertezze sull’economia e sull’andamento internazionale.


Le posizioni di sindacati e Abi

Nei giorni scorsi Lando Sileoni, segretario della Fabi, ha sollecitato il governo a valutare gli effetti di un ulteriore aggravio fiscale sugli istituti. «Fermarsi e valutare le conseguenze di un ulteriore inasprimento della tassazione sulle banche» è la richiesta rivolta all’esecutivo per evitare ricadute sulla trattativa e sui dipendenti.

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L’Abi, attraverso il presidente Antonio Patuelli, ha fatto sapere che esaminerà con attenzione la piattaforma presentata dalle organizzazioni dei lavoratori. Anche Carlo Messina, amministratore delegato di Intesa Sanpaolo, ha ribadito l’orientamento dell’istituto verso il personale: «Noi abbiamo sempre avuto un approccio positivo per le nostre persone».


Il prossimo appuntamento

Alla riunione di lunedì seguirà un altro incontro già fissato per il 19 novembre. Al confronto partecipano Fabi, First Cisl, Fisac Cgil, Uilca e Unisin insieme alla rappresentanza datoriale delle banche.

Le parti dovranno quindi proseguire la discussione sull’incremento economico e sulle modifiche al contratto, tenendo conto dell’impatto atteso dalle nuove misure fiscali sul settore.

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