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Economia 4 min di lettura1 ora fa

Conti Stellantis: ricavi a 37,6 miliardi, cassa ancora negativa

Nei primi nove mesi il gruppo torna in utile, ma la liquidità resta sotto pressione nonostante il recupero nordamericano

Stellantis ha chiuso il terzo trimestre 2026 con una perdita netta di 453 milioni di euro, in forte calo rispetto ai 4,53 miliardi dello stesso periodo del 2025. I ricavi sono saliti dell’1%, a 37,6 miliardi.

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Costi e obiettivi per il 2026

Il gruppo ha confermato le previsioni sull’intero esercizio: ricavi in aumento a una percentuale media a una cifra e margine operativo rettificato nella fascia bassa a una cifra. L’azienda prevede inoltre un miglioramento del flusso di cassa industriale rispetto al 2025 e il ritorno a un saldo positivo nel 2027.

Sui conti peseranno circa 1 miliardo di euro di costi netti per i dazi, di cui 600 milioni già contabilizzati nei primi nove mesi, oltre a circa 1,6 miliardi di esborsi legati agli oneri registrati nella seconda metà del 2025. Stellantis stima nuove pressioni dai chip di memoria e dai richiami e punta a compensarle con il programma Value Creation Program, che dovrebbe generare 6 miliardi di euro di risparmi annui. Entro dicembre dovrebbe essere realizzato almeno il 40% degli interventi; nel quarto trimestre sono attesi risparmi per alcune centinaia di milioni, quasi il doppio rispetto al periodo precedente.


Il bilancio dei nove mesi

Tra gennaio e settembre i ricavi hanno raggiunto 119,2 miliardi, con un progresso del 7%. Il risultato netto è tornato positivo per 217 milioni, contro il rosso di 6,79 miliardi accusato nei primi nove mesi del 2025.

Nello stesso intervallo l’utile operativo rettificato è passato da 630 milioni a 1,99 miliardi, mentre il margine è migliorato dallo 0,6% all’1,7%. Le consegne complessive sono state 4,24 milioni di veicoli, il 7% in più su base annua. Nei nove mesi il Nord America ha registrato un risultato positivo di 611 milioni, mentre l’Europa ha accumulato una perdita operativa di 397 milioni. Sud America e Medio Oriente-Africa hanno mantenuto i margini più elevati, rispettivamente al 10,1% e al 12,9%.


La cassa resta negativa

Il flusso di cassa industriale del trimestre è stato negativo per 4 miliardi di euro, con un miglioramento di circa 300 milioni rispetto ai -4,3 miliardi di un anno prima. Da gennaio a settembre il saldo si è attestato a -4,93 miliardi, contro i -7,31 miliardi del 2025.

A fine settembre la liquidità delle attività industriali ammontava a 42,7 miliardi di euro, pari al 26% dei ricavi maturati negli ultimi dodici mesi. Il dato rientra nell’intervallo indicato dal gruppo, tra il 25% e il 30%. La posizione finanziaria netta industriale è rimasta positiva per 5,4 miliardi, in diminuzione dai 6,7 miliardi di fine 2025.


Nord America meglio dell’Europa

Il Nord America ha ridotto il rosso operativo, nonostante ricavi scesi del 3% a 15,6 miliardi e consegne diminuite del 12% per alcune fermate produttive programmate. Il risultato operativo rettificato è tornato positivo a 64 milioni, contro una perdita di 475 milioni nel terzo trimestre 2025; il margine è salito allo 0,4%, con un incremento di 340 punti base.

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Il recupero è stato sostenuto dai prezzi, dalla composizione delle vendite e dalla riduzione dei costi industriali. Le consegne di Ram 1500 sono aumentate del 73%, quelle della Dodge Durango del 14% e quelle della Chrysler Pacifica del 6%. La quota dell’area è salita al 7,5%, con un progresso di 10 punti base.

Nell’Europa allargata, invece, i ricavi sono cresciuti del 3%, a 14,1 miliardi, grazie a consegne superiori del 10%. Il risultato operativo rettificato è però sceso a -311 milioni, da un utile di 157 milioni, mentre il margine è passato dall’1,2% al -2,2%. L’aumento dei volumi non ha compensato la pressione sui prezzi e una combinazione di modelli meno favorevole.

Nei Paesi EU30 le vendite sono aumentate dell’1%, oppure del 6% includendo Leapmotor. Le immatricolazioni dei veicoli elettrici a batteria sono cresciute del 65%, arrivando al 93% con il marchio cinese. La quota di mercato è tuttavia scesa dal 15,4% al 14,8%; con Leapmotor si è attestata al 15,6%.


Le altre aree e i nuovi modelli

Il Sud America ha prodotto ricavi per 4,12 miliardi, in aumento del 3%, e un utile operativo rettificato di 431 milioni. Il margine è rimasto a doppia cifra, al 10,5%, contro il 10,8% precedente. Stellantis conserva il primato regionale con il 18,6% del mercato ed è prima in Brasile e Argentina. Fiat Strada, Fiat Toro e Fiat Pulse hanno registrato incrementi rispettivamente del 13%, del 26% e del 20%.

In Medio Oriente e Africa i ricavi sono calati del 19%, a 1,67 miliardi, soprattutto per la debolezza della Turchia. Il margine operativo è però salito dal 13,2% al 14,6%. Nell’area Asia-Pacifico i ricavi sono diminuiti del 7%, ma il risultato operativo è tornato positivo per 18 milioni, dai -4 milioni del terzo trimestre 2025.

Antonio Filosa ha parlato di ulteriori passi avanti nella prima fase del piano FaSTLane 2030 e ha ribadito che il gruppo ha migliorato su base annua i principali indicatori finanziari e operativi. A Piazza Affari il titolo Stellantis ha guadagnato circa il 3% in apertura.

Per sostenere la gamma, Stellantis ha lanciato nel trimestre Jeep Recon BEV e Peugeot E-208 GTi; nei mesi successivi sono attesi altri 7 modelli. Il gruppo considera inoltre gli accordi industriali una leva per utilizzare meglio gli impianti, ridurre l’assorbimento dei costi fissi e destinare il capitale in modo più efficiente.

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