Conad Adriatico, 270 milioni per cambiare rete e logistica
La cooperativa prepara nuove aperture, rinnovi dei negozi e una piattaforma nelle Marche, mentre punta su dati e intelligenza artificiale per migliorare efficienza e margini.
Conad Adriatico prepara un piano da 270 milioni di euro da realizzare entro la fine del 2028. La cooperativa, attiva in diverse regioni italiane e nei Balcani, concentrerà una parte significativa delle risorse sui negozi, sulla logistica e sulle tecnologie digitali, con l’obiettivo di sostenere produttività e competitività.
Nel 2027 arrivano nuove aperture
Per il prossimo anno sono stati messi in conto investimenti per circa 75 milioni di euro. Di questa somma, 9 milioni serviranno a rinnovare alcuni punti vendita, mentre il programma comprende anche una decina di nuove aperture.
Il piano riguarda inoltre le strutture che riforniscono la rete. Conad Adriatico dispone oggi di nove piattaforme, per una superficie complessiva di circa 115mila metri quadrati, ma ha in programma un nuovo centro a Centobuchi di Monteprandone, in provincia di Ascoli Piceno. Il progetto, dal valore di 20 milioni di euro, prevede oltre 20mila metri quadrati utili e dovrebbe migliorare il servizio ai negozi di Marche e Abruzzo.
Antonio Di Ferdinando, amministratore delegato di Conad Adriatico e da quasi 40 anni all’interno dell’azienda, ha spiegato che gli investimenti interesseranno anche persone e strumenti tecnologici. «Investire ci permette di aumentare la competitività e la produttività del sistema», ha affermato presentando le linee del piano.
Dati e intelligenza artificiale per crescere
Tra le direttrici di sviluppo figurano l’intelligenza artificiale e l’analisi dei dati. Questi strumenti dovrebbero aiutare a stimare con maggiore precisione la domanda, contenere le scorte, rendere più fluidi i rifornimenti e semplificare alcune attività operative.
Per Di Ferdinando, tuttavia, la tecnologia non rappresenta il traguardo finale: serve piuttosto a liberare tempo e risorse da destinare alla qualità dell’offerta, all’assistenza e al rapporto con i clienti. Applicati a una rete ampia, anche miglioramenti limitati possono produrre effetti rilevanti su produttività e servizio.
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La cooperativa guarda anche oltre i confini italiani. È presente in Albania da vent’anni e oggi valuta nuove possibilità di sviluppo nell’area balcanica, mantenendo un approccio graduale e adattando il modello Conad alle caratteristiche dei singoli mercati. Tra Albania e Kosovo i supermercati sono 35; alcuni raggiungono una produttività media per metro quadrato compresa tra 7mila e 9mila euro.
Una rete da 446 punti vendita
Al sistema Conad Adriatico fanno capo 446 negozi distribuiti in alcune province delle Marche e, inoltre, in Abruzzo, Molise, Puglia e Basilicata. Nel perimetro rientrano anche le attività presenti in Albania e Kosovo. I collaboratori, tra sede centrale e punti vendita, sono circa 9mila.
Secondo le rilevazioni di Niq, la cooperativa detiene una quota del 17,6% e rappresenta la prima insegna in Abruzzo, Marche e Molise. Nel 2025 il giro d’affari complessivo ha superato 2,35 miliardi di euro, con un incremento del 4,8%; per il 2026 la previsione indicata dall’amministratore delegato è di arrivare a 2,48 miliardi.
Negli ultimi cinque anni i ricavi sono cresciuti del 27%, sostenuti dal rafforzamento dei negozi, dall’espansione dei soci imprenditori e dal radicamento nei territori. Le priorità indicate per la fase successiva comprendono anche marca del distributore, prodotti freschi, servizi e conoscenza dei comportamenti d’acquisto. «Nel commercio la crescita va conquistata punto vendita per punto vendita», ha concluso Di Ferdinando.
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