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Economia 2 min di lettura2 ore fa

Cerreto d’Esi resta aperta: Electrolux dimezza gli esuberi

Previsti 918 uscite volontarie, incentivi fino a 95mila euro e 100 milioni di investimenti negli stabilimenti italiani

Electrolux e sindacati hanno raggiunto nella notte un’ipotesi d’intesa che riduce gli esuberi e garantisce la continuità produttiva a Cerreto d’Esi, in provincia di Ancona. L’accordo, raggiunto al ministero delle Imprese e del Made in Italy dopo oltre due giorni di trattativa, dovrà ora essere sottoposto al voto dei lavoratori.

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Investimenti e produzione in Italia

Nel piano per il periodo 2027-2029 la multinazionale svedese ha inserito 100 milioni di euro di investimenti in Italia. Il 75% sarà destinato allo sviluppo dei prodotti, mentre il restante 25% riguarderà l’innovazione dei processi.

A regime, la produzione complessiva dei siti italiani dovrebbe raggiungere 3,2 milioni di pezzi. Electrolux ha inoltre confermato la permanenza nel Paese di attività amministrative, ricerca e sviluppo e di una quota significativa della produzione.

A Forlì resteranno i piani cottura e i forni a gas di fascia medio-alta, con 15 milioni di euro stanziati. Susegana continuerà a realizzare frigoriferi di fascia medio-alta, oltre alle linee premium e svizzera, grazie a 18,5 milioni di investimenti. Per Solaro sono previsti 35 milioni dedicati alla produzione di lavastoviglie. A Porcia, invece, l’azienda punta a conservare circa il 70% della produzione di lavasciuga.


Le uscite saranno volontarie

Il nuovo impianto prevede 918 uscite su base volontaria nell’arco di tre anni, a fronte delle 1.719 eccedenze annunciate da Electrolux a maggio. La distribuzione indicata nell’intesa comprende 390 operai di produzione, 16 operai di laboratorio e 512 impiegati.

Gli incentivi all’esodo potranno arrivare fino a 95mila euro, con l’obiettivo di rendere sostenibile la scelta per i dipendenti. Negli stabilimenti di Porcia e Susegana si concentreranno gli effetti maggiori, con oltre 300 uscite previste in ciascun sito.

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Per la cassa integrazione straordinaria è stata prevista una rotazione tra operai e impiegati. L’accordo contempla inoltre la possibilità di ricorrere ai contratti di espansione per adeguare organici e attività all’andamento della produzione.


Il futuro dello stabilimento marchigiano

Per Cerreto d’Esi non è prevista la chiusura. Lo stabilimento, dove lavorano 149 persone, manterrà la continuità produttiva con il ricorso agli ammortizzatori sociali fino all’individuazione di un investitore interessato alla reindustrializzazione del sito.

Una clausola stabilisce che, qualora le uscite superassero quota 918, Electrolux dovrebbe procedere a nuove assunzioni dando precedenza a chi ha già lavorato per l’azienda con contratti a termine o tramite somministrazione.

L’intesa è il risultato di settimane di confronto tra l’azienda e Fim, Fiom e Uilm. La vertenza era iniziata a maggio con l’annuncio degli esuberi e del progetto di chiusura per Cerreto d’Esi; nei prossimi giorni saranno i lavoratori dei vari stabilimenti a decidere sull’accordo attraverso un referendum.

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