Carburanti, conto da 4,7 miliardi: oggi cambia lo sconto sul gasolio
Il taglio di 6,1 centesimi sulle accise termina il 5 ottobre, mentre i ribassi delle ultime ore non cancellano il forte aumento dei costi per le famiglie.
In sei mesi gli automobilisti italiani hanno pagato oltre 4,7 miliardi di euro in più per fare rifornimento. La stima arriva da Adusbef e fotografa un aggravio che, tra luglio e agosto 2026, ha raggiunto da solo 1,7 miliardi.
Nel frattempo, il 5 ottobre segna la fine della riduzione di 6,1 centesimi sulle accise del gasolio. Al suo posto entra il sistema delle accise mobili, una modifica che potrebbe tradursi in nuovi aumenti alla pompa, anche se nell’ultima settimana i prezzi sono scesi in modo generalizzato.
Il risparmio recente non basta
Secondo le rilevazioni del Codacons, nell’ultima settimana sulla rete ordinaria la benzina ha perso in media 11 centesimi al litro. Per un pieno significa spendere circa 5,5 euro in meno. Il gasolio, invece, è diminuito di 13,3 centesimi, con un risparmio stimato in 6,65 euro.
Il calo è stato ancora più ampio lungo le autostrade: 19 centesimi in meno per la benzina e 19,1 per il gasolio. Su un rifornimento medio, la minore spesa arriva così a circa 9,5 euro. Il Codacons collega questi ribassi agli sconti e ai tetti applicati temporaneamente dalle compagnie petrolifere.
Gasolio ancora sopra i livelli precedenti
Nonostante la discesa degli ultimi giorni, il prezzo del gasolio resta superiore di 52,1 centesimi al litro, pari al 30,2%, rispetto alla fase precedente al conflitto in Iran. Per gli automobilisti, osserva il Codacons, la differenza comporta un esborso aggiuntivo di oltre 26 euro a ogni pieno.
L’associazione chiede quindi alle compagnie di mantenere gli sconti e i tetti sui prezzi almeno fino alla fine dell’anno. La richiesta viene motivata con il livello ancora elevato delle quotazioni petrolifere e con l’incertezza sulla durata del conflitto in Medio Oriente.
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Accise mobili e nuovi rincari
La riduzione fiscale sul gasolio termina proprio oggi, 5 ottobre, e lascia spazio al meccanismo delle accise mobili. Il passaggio potrebbe spingere verso l’alto i listini del diesel, anche se l’andamento effettivo dipenderà dalle quotazioni e dalle decisioni dei distributori.
I dati del ministero delle Imprese e del Made in Italy, riferiti al 4 ottobre, indicano sulla rete stradale nazionale una media di 2,049 euro al litro per la benzina venduta senza assistenza, contro i 2,052 euro del giorno precedente. Per il gasolio il valore è di 2,244 euro, in calo rispetto ai 2,247 euro precedenti.
Famiglie, spesa salita a 30 miliardi
Adusbef ha esaminato i consumi mensili di benzina e gasolio sulla rete stradale e autostradale, escludendo le vendite fuori dalla rete ordinaria, insieme ai prezzi medi praticati alla pompa. Tra marzo e agosto 2026 la spesa complessiva per i rifornimenti è stata di circa 30 miliardi di euro.
Nello stesso intervallo del 2025 il conto si era fermato a 25,3 miliardi. Il confronto risente anche della diversa composizione delle accise determinata dal riordino entrato in vigore lo scorso gennaio, ma evidenzia comunque l’impatto dei rincari sui bilanci familiari.
Sulle autostrade, il 4 ottobre, il prezzo medio senza assistenza era di 2,064 euro al litro per la benzina e di 2,268 euro per il gasolio. I valori confermano che, nonostante le recenti riduzioni, il costo dei carburanti resta su livelli molto elevati.
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