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Economia 2 min di lettura4 giorni fa

Bruxelles richiama 26 Paesi sul gas: l’Italia evita il primo avviso

Roma risulta l’unica capitale ad aver comunicato nei tempi il recepimento completo delle nuove regole su idrogeno e gas decarbonizzato, ma è coinvolta su un’altra direttiva ambientale.

È il capitolo sulle emissioni industriali e degli allevamenti a coinvolgere tutti i Paesi dell’Unione, Italia compresa. La Commissione europea contesta infatti la mancata comunicazione delle norme nazionali necessarie a recepire integralmente la direttiva aggiornata nel 2024.


L’ambiente apre un fronte per tutti

Il provvedimento europeo ha irrigidito gli obblighi destinati a contenere le emissioni, ampliando anche il perimetro delle attività interessate. Tra gli obiettivi figurano una minore esposizione alle sostanze chimiche pericolose e un rafforzamento degli strumenti a tutela della salute pubblica.

La revisione assegna inoltre ai cittadini nuove possibilità di intervento. Viene riconosciuto il diritto di chiedere un risarcimento quando un danno sanitario sia stato provocato da forme di inquinamento illegale, mentre l’accesso del pubblico alle informazioni e ai procedimenti viene rafforzato.


Gas e idrogeno, Roma in controtendenza

Sul fronte del mercato del gas decarbonizzato, invece, l’Italia è l’unico Stato membro ad aver trasmesso entro la scadenza la notifica del recepimento completo. Per gli altri 26 Paesi, la Commissione ha avviato la procedura con un richiamo formale legato all’attuazione incompleta della direttiva.

Le disposizioni, approvate nel 2024 all’interno del pacchetto dedicato a idrogeno e gas decarbonizzato, aggiornano il quadro europeo già fissato dalla direttiva Gas e dal regolamento Gas del 2009. Allo stesso tempo stabiliscono regole specifiche per le infrastrutture destinate all’idrogeno.


Due mesi per evitare il passo successivo

L’obiettivo delle nuove norme è sostenere la crescita dei gas rinnovabili e di quelli a basse emissioni, incluso l’idrogeno, senza sacrificare la continuità delle forniture né l’accessibilità dei prezzi energetici. Il termine fissato per comunicare il recepimento nel diritto nazionale era il 5 agosto 2026.

I 26 Stati destinatari dell’avviso avranno due mesi per inviare una risposta, completare gli adeguamenti e informare Bruxelles. Se le spiegazioni non saranno considerate sufficienti, la Commissione potrà procedere con un parere motivato, che rappresenta il passaggio successivo della procedura d’infrazione.

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