Bancari, il rinnovo si arena: i sindacati chiedono una svolta all’Abi
Dopo il confronto con il Casl, le organizzazioni dei lavoratori contestano la posizione dell’Abi e rilanciano la richiesta di un incremento da 518 euro
La trattativa per il nuovo contratto dei bancari entra in una fase di forte tensione. Al termine dell’ultimo confronto con l’Abi, i sindacati hanno giudicato insoddisfacente l’atteggiamento dell’associazione che rappresenta gli istituti di credito e hanno sollecitato un cambio di direzione.
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I sindacati alzano il tono
Le critiche sono arrivate dai segretari generali di Fabi, First Cisl, Fisac Cgil, Uilca e Unisin Confsal. Il giudizio condiviso è che l’Abi stia affrontando il negoziato con una prospettiva definita «miope», senza quella visione di lungo periodo che, secondo le organizzazioni, sarebbe necessaria per sbloccare il confronto.
La durezza delle reazioni è emersa dopo la riunione con il Casl, il Comitato per gli Affari Sindacali e del Lavoro dell’Abi. Per i rappresentanti dei lavoratori, l’incontro non ha prodotto i passi avanti attesi e rende indispensabile una svolta nell’impostazione della trattativa.
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Sul tavolo un aumento da 518 euro
Il nodo centrale resta la richiesta economica avanzata dai sindacati: un incremento pari a 518 euro. La proposta si inserisce nel confronto sul rinnovo del contratto nazionale dei dipendenti bancari, ma la posizione dell’Abi continua a essere considerata distante dalle aspettative delle organizzazioni.
Dopo il confronto, Fabi, First Cisl, Fisac Cgil, Uilca e Unisin Confsal hanno definito l’incontro «insoddisfacente». Le sigle chiedono quindi all’Abi di abbandonare l’attuale approccio e di adottare una linea più lungimirante per consentire alla trattativa di ripartire.
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