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Economia 4 min di lettura1 ora fa

Argento verso 70 dollari nel terzo trimestre 2027

L’oro sostiene il metallo, ma industria, solare, dazi e domanda indiana ne frenano la crescita fino al 2027.

L’argento potrebbe risalire fino a 70,55 dollari l’oncia entro il terzo trimestre del 2027. Secondo le stime di WisdomTree, il recupero dell’oro sosterrà il metallo prezioso, ma la debolezza della domanda industriale ne limiterà l’avanzata.

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Oro in recupero, industria debole

La previsione lega strettamente il prezzo dell’argento a quello dell’oro, dopo la correzione che ha interessato entrambi i metalli. Rendimenti obbligazionari elevati e dollaro statunitense forte hanno pesato sulle quotazioni; l’analisi presume però che questi fattori si attenuino nel periodo considerato.

Per l’oro è atteso un avvicinamento a 4.800 dollari l’oncia entro il terzo trimestre del 2027. La ripresa dovrebbe favorire l’argento sia per il suo ruolo di metallo prezioso sia per gli acquisti finanziari, mentre consumi industriali più deboli potrebbero impedirgli di seguire interamente il rialzo.

I tassi di interesse e i costi energetici elevati rendono improbabile una forte ripartenza ciclica degli impieghi industriali. Metals Focus stima per il 2026 una contrazione aggiuntiva del 3% della domanda, che scenderebbe a circa 640 milioni di once.


Solare, dazi e consumi in India

L’incertezza sulle politiche commerciali e le tensioni geopolitiche stanno rallentando l’attività economica. Il forte aumento delle quotazioni registrato all’inizio del 2026 ha inoltre spinto le aziende a ridurre la quantità di argento per ogni applicazione o a cercare materiali sostitutivi, quando possibile.

Anche il comparto fotovoltaico potrebbe offrire un contributo più contenuto. BloombergNEF prevede nel 2026 il primo calo annuale delle installazioni solari mondiali da circa vent’anni, nonostante l’espansione attesa in India, Medio Oriente e Sud-Est asiatico.

In Cina molti progetti sono stati anticipati al 2025 per entrare in esercizio prima delle modifiche alle tariffe elettriche applicate alle fonti rinnovabili. Il confronto con quell’anno sarà quindi particolarmente impegnativo. Tuttavia, le installazioni cinesi non coincidono con il consumo interno di argento, perché i produttori riforniscono anche i mercati esteri.

La produzione globale di celle e la quantità di metallo impiegata in ciascuna cella restano i principali riferimenti per la domanda. La diffusione dell’energia solare dovrebbe proseguire grazie alla ricerca di maggiore sicurezza energetica e di forniture diversificate, ma la riduzione dell’argento utilizzato può impedire una crescita proporzionale dei consumi.

In India, nel maggio 2026, i dazi sulle importazioni di oro e argento sono saliti dal 6% al 15%. La decisione è arrivata mentre il Paese affrontava pressioni sulla bilancia commerciale, sulla valuta e sulle riserve in valuta estera, aggravate dai maggiori costi energetici durante il conflitto con l’Iran.

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Le previsioni non considerano un futuro taglio delle tariffe. Quotazioni internazionali più basse potrebbero comunque migliorare l’accessibilità dell’argento rispetto al massimo di gennaio, anche se il prezzo per i consumatori indiani resterà legato anche alla rupia e ai dazi. L’oro ai massimi storici potrebbe inoltre spingere parte degli acquirenti verso i gioielli in argento.


Scorte, offerta e quotazioni

Le scorte statunitensi nei magazzini del COMEX sono diminuite rispetto ai livelli elevati del 2025, mentre quelle custodite nei depositi di Londra sono aumentate. Il movimento indica una riduzione degli squilibri regionali, ma non significa che tutto il metallo presente nei caveau sia immediatamente disponibile per la vendita: una parte garantisce strumenti finanziari o appartiene a investitori non intenzionati a cedere.

I rischi legati agli scambi commerciali non sono però scomparsi. Nel novembre 2025 l’argento è stato inserito nell’elenco statunitense dei minerali critici; il 14 gennaio 2026 il presidente Donald Trump ha firmato il Proclama 11001, che ha aperto negoziati sui minerali critici lavorati e sui prodotti derivati, senza introdurre subito nuovi dazi.

Una nuova escalation con fornitori importanti come Messico e Canada potrebbe provocare un’accelerazione delle spedizioni verso gli Stati Uniti, in previsione di possibili restrizioni. Il risultato sarebbe una minore disponibilità in altri mercati, anche senza variazioni delle scorte mondiali.

Nel 2025 l’estrazione globale di argento è cresciuta del 3%, arrivando a circa 847 milioni di once. Hanno contribuito soprattutto i sottoprodotti delle miniere di rame in Perù e l’entrata a regime della miniera di Prognoz, in Russia; aumenti in Marocco e Cina hanno compensato parte delle perdite registrate in Messico e Indonesia.

Per il 2026 Metals Focus indica una lieve diminuzione della produzione mineraria, accompagnata da un maggiore riciclo. Nel 2026 e nel 2027 la produzione primaria dovrebbe aumentare solo marginalmente, perché i nuovi progetti compenseranno l’esaurimento di alcuni giacimenti e la riduzione dei tenori in altri. È atteso anche un incremento dell’argento recuperato insieme all’oro, mentre dovrebbe calare quello ottenuto come sottoprodotto dell’estrazione del rame.

La maggior parte dell’argento proviene infatti da miniere dedicate ad altri metalli. Per questo, un aumento delle sue quotazioni non sarebbe sufficiente a far crescere rapidamente l’offerta. Nel modello di WisdomTree, il prezzo si dirige quindi verso 70,55 dollari l’oncia entro il terzo trimestre del 2027, sostenuto dall’oro, dall’elettrificazione delle automobili, dalle infrastrutture di ricarica e dagli investimenti nell’intelligenza artificiale.

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