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Economia 2 min di lettura2 ore fa

Apple, Microsoft, Google: i marchi valgono 3,866 trilioni

Ferrari sale al numero 51, mentre Gucci e Prada arretrano; Nvidia debutta sesta grazie a una crescita superiore al 71%

La classifica 2026 di Interbrand assegna ai 100 marchi più importanti un valore complessivo di 3,866 trilioni di dollari, l’8,1% in più rispetto all’anno precedente. Apple, Microsoft e Google occupano i primi tre posti, mentre Nvidia entra direttamente al sesto grazie alla spinta dell’intelligenza artificiale.

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Nvidia sale tra i primi sei

Il valore complessivo dei marchi era arrivato a 3,575 trilioni di dollari nel 2025. L’incremento registrato quest’anno conferma il peso della tecnologia, mentre il settore dell’intrattenimento supera quello automobilistico e diventa il secondo comparto per valore aggregato.

Nvidia ha ottenuto la crescita più rapida della graduatoria, con un aumento superiore al 71%. Nella classifica avanzano anche YouTube, al decimo posto, Netflix, al numero 23, e Spotify, al 39. Tra i nuovi ingressi figurano Zurich al 58, Hitachi al 90, GE Healthcare al 95 e Hewlett Packard Enterprise al 99.

Secondo Manfredi Ricca, responsabile globale della strategia di Interbrand, l’intelligenza artificiale rende più facilmente accessibili competenze e conoscenze aziendali a chi dispone di investimenti adeguati. Per questo, ha spiegato, «sono i valori che non possono essere sostituiti», perché nascono dalla storia del marchio e dalla fiducia costruita con il pubblico.


Ferrari meglio di Gucci e Prada

L’Italia compare con tre marchi. Ferrari raggiunge il 51° posto e aumenta il proprio valore del 15%, risultando tra quelli con la crescita più consistente dell’edizione 2026. Gucci e Prada restano invece nell’elenco, ma scendono rispettivamente al 93° e al 96° posto.

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La graduatoria distingue quindi tra i marchi capaci di trasformare notorietà, fiducia e riconoscibilità in maggiore crescita commerciale e quelli che si affidano soprattutto alla reputazione accumulata. Ricca ha osservato che anche all’interno degli stessi settori alcuni marchi hanno perso terreno, mentre altri hanno accelerato.

Il tema riguarda anche Anthropic, la società fondata nel 2021 dai fratelli Dario e Daniela Amodei dopo l’uscita da OpenAI. L’azienda non è presente nella lista di Interbrand, ma potrebbe comparire nella prossima edizione: ha annunciato una possibile quotazione alla Borsa di New York entro la fine di novembre, con una valutazione ipotizzata di 100 miliardi di dollari.

Anthropic ha chiuso il primo semestre con una perdita di 80 milioni di dollari, legata agli ingenti investimenti necessari per competere nel settore dell’intelligenza artificiale, anche con le società cinesi. Ricca ha inoltre indicato Netflix e Spotify come esempi di marchi con modelli facilmente estendibili ad attività vicine: il primo potrebbe entrare nella distribuzione musicale, mentre il secondo potrebbe puntare sulle serie televisive.

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