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Economia 2 min di lettura2 ore fa

Affitti brevi, Fabri chiede una regola nazionale e incentivi

La presidente di Confindustria Alberghi propone limiti locali, agevolazioni fiscali e più offerta per lavoratori e giovani

Elisabetta Fabri, presidente di Confindustria Alberghi, chiede una disciplina nazionale per gli affitti brevi, con limiti adattabili dai Comuni e incentivi per riportare gli immobili verso locazioni più lunghe.

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Il limite per gli edifici

La proposta prevede una soglia del 30% della superficie di ciascun edificio destinata a bed and breakfast e case vacanza. Il modello indicato è quello avanzato dal sindaco di Napoli, Gaetano Manfredi, con una cornice statale da declinare poi secondo le esigenze dei singoli territori.

Fabri ha accolto positivamente la sentenza della Corte di giustizia dell’Unione europea, che ha riconosciuto agli Stati membri la possibilità di chiedere un’autorizzazione preventiva per gli affitti di breve durata. Secondo la presidente, una regolazione nazionale servirebbe anche a proteggere i centri storici e a contrastare lo spopolamento delle città.


Incentivi per le locazioni lunghe

Accanto ai vincoli, Confindustria Alberghi propone misure fiscali capaci di rendere più convenienti i contratti a medio e lungo termine. L’obiettivo è aumentare la disponibilità di abitazioni per lavoratori e giovani, intervenendo anche sulle tensioni del mercato immobiliare.

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Fabri respinge l’idea che la richiesta riguardi una limitazione della proprietà privata. «Siamo anche noi proprietari e imprenditori, abbiamo investito nelle strutture, affrontiamo i costi di gestione e regolatori ma vogliamo giocare con le stesse regole degli altri», ha affermato.


Le misure nella Manovra

La presidente guarda ora agli effetti degli interventi fiscali inseriti nella Manovra sugli affitti, tra cui la riduzione della cedolare secca per i contratti a canone concordato. La valutazione sull’efficacia delle nuove disposizioni arriverà sulla base delle loro conseguenze concrete.

«Noi non vogliamo proibire il fenomeno ma regolamentarlo», ha detto Fabri, sostenendo che il tema non possa essere ulteriormente rinviato. A suo giudizio, il settore alberghiero sostiene oggi costi fiscali e regolatori molto più elevati rispetto alle case vacanza e chiede condizioni omogenee.

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