7.000Lettori online ora
Cultura 2 min di lettura2 giorni fa

Wikipedia perde il 20% del traffico: il nodo dell’IA

Jimmy Wales spiega come i riepiloghi automatici stiano cambiando l’accesso alle informazioni e quale ruolo possa avere l’intelligenza artificiale nel controllo delle voci

Il cambiamento più evidente non riguarda soltanto la scrittura delle pagine, ma il modo in cui gli utenti arrivano alle informazioni: in due anni Wikipedia ha perso circa il 20% delle visite. A Piacenza, dove ha ricevuto il Premio Internazionale 'Pensare Contemporaneo' 2026 durante la quarta edizione del Festival del Pensare Contemporaneo, Jimmy Wales ha collegato il calo alla diffusione delle risposte generate direttamente dai motori di ricerca.

Secondo il fondatore dell’enciclopedia online, l’intelligenza artificiale non ha trasformato radicalmente il funzionamento interno del progetto. La verifica dei contenuti resta affidata alla rete dei contributori, mentre le regole sull’uso di testi prodotti dalle macchine sono ancora in fase di definizione.


Le risposte automatiche frenano i clic

Wales ha indicato nei riepiloghi visualizzati da Google in cima ai risultati una delle principali cause della contrazione del pubblico. Questi strumenti citano spesso Wikipedia, ma molti utenti si fermano alla sintesi senza aprire la pagina originale: il contenuto viene così consultato, ma il relativo accesso non viene registrato come visita.

L’effetto è più marcato per le richieste che richiedono informazioni immediate, come l’età di una persona famosa. Rimane invece una platea interessata alle ricostruzioni approfondite: in occasione della morte della regina Elisabetta II o della cantante Dolly Parton, milioni di lettori hanno raggiunto Wikipedia per esaminare le rispettive biografie e il contesto.


L’IA può aiutare, ma non scrivere

L’uso dei sistemi generativi per creare direttamente nuove voci presenta, secondo Wales, risultati spesso insoddisfacenti e costringe i volontari a intervenire per correggerli. Il fondatore ha riassunto così la posizione attuale: «non è abbastanza affidabile per scrivere articoli, può forse individuare potenziali errori e segnalarli alla nostra attenzione».

La comunità sta comunque valutando applicazioni più circoscritte, soprattutto per individuare possibili inesattezze. Finora, ha precisato Wales, non si sono verificati problemi abbastanza gravi da richiedere contromisure specifiche: ogni contributo continua a essere sottoposto al controllo degli utenti, con differenze che possono emergere anche tra le varie edizioni linguistiche.


Wikipedia nei dati per addestrare i modelli

La licenza libera dell’enciclopedia consente a chiunque di copiare, adattare e ridistribuire i materiali, anche per finalità commerciali. Per questo, ha spiegato Wales, le società tecnologiche utilizzano certamente i contenuti di Wikipedia per allenare i propri sistemi, una pratica che considera nel complesso positiva.

La richiesta principale riguarda però il riconoscimento della provenienza delle informazioni. L’efficacia con cui le diverse aziende indicano Wikipedia non è uniforme, mentre il progetto, nato nel 2001 e sostenuto dal lavoro volontario di milioni di persone, continua a rivendicare il proprio contributo alla conoscenza accessibile a tutti.

Ti è piaciuto? Condividilo