Wilma De Angelis, la confessione choc sulle diete: anfetamine e iniezioni
Scomparsa a 96 anni, la conduttrice aveva raccontato gli estremi rimedi usati nello spettacolo degli anni Sessanta per inseguire la magrezza.
Wilma De Angelis è morta l’11 ottobre 2026, a 96 anni, ma una sua testimonianza televisiva continua a riemergere ogni volta che si discute di farmaci dimagranti e pressione estetica. In quell’intervista, la cantante e conduttrice milanese aveva raccontato senza filtri le pratiche alle quali si sottoponevano molte professioniste dello spettacolo per restare magre e vigili.
La vicenda restituisce un’immagine di un’epoca in cui il controllo del peso veniva spesso perseguito con strumenti rischiosi. Oggi il dibattito riguarda anche Ozempic e altre scorciatoie farmacologiche, ma l’idea che il corpo femminile debba adeguarsi a un preciso modello estetico ha radici molto più lontane.
L’addio a una protagonista della tv
La notizia della scomparsa è stata comunicata dal nipote Fabio attraverso i social. De Angelis non si era mai sposata e non aveva avuto figli; il suo storico compagno Gianni era morto nel 2016.
La sua carriera aveva attraversato decenni diversi: dai successi ottenuti sul palco del Festival di Sanremo negli anni Cinquanta fino alle trasmissioni televisive dedicate alla cucina, considerate innovative per il periodo. Negli ultimi anni la sua ironia e i suoi racconti avevano raggiunto anche il pubblico più giovane, grazie alla circolazione online di numerosi filmati.
Quelle pillole per non mangiare
Nel 2012, durante Cristina Parodi Live su La7, Wilma De Angelis rispose a una domanda sulla dieta più estrema sperimentata nel corso della sua vita. Raccontò che, all’inizio della carriera, lei e altre colleghe assumevano anfetamine, allora percepite come un mezzo per dimagrire e restare sveglie.
«Non ingerivamo cibo, non dormivamo ed eravamo un grillo», spiegò in quell’occasione, ricordando l’assunzione quotidiana di cinque o sei pillole. Alla domanda su quando avesse compreso la natura della pratica, collegò il ricordo al preludin, nome commerciale della fenmetrazina, uno stimolante con effetto anoressizzante.
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La cura da 400 calorie
La conduttrice riferì anche di un altro regime suggerito da un professore di Verona. Il trattamento prevedeva un’iniezione al giorno con un ormone ricavato dall’urina di donne incinte e un’alimentazione ridotta a 400 calorie quotidiane.
«Dieci chili in meno. Finita la dieta, tornati tutti i chili», ricordò De Angelis, spiegando che il risultato non era durato. Alla fine, disse di essersi fermata perché quelle esperienze l’avevano logorata; aggiunse inoltre che, dopo aver smesso, le bastava mangiare poco per non aumentare di peso.
Quella conversazione divenne in seguito un tormentone della rete. Nel racconto venivano citate anche colleghe come Mina e Miranda Martino, a conferma di quanto determinati comportamenti fossero considerati consueti nell’ambiente dello spettacolo di allora.
Il ricordo di Wilma De Angelis resta così legato non soltanto alla musica, alla cucina e alla televisione, ma anche alla denuncia involontaria di un sistema che imponeva la magrezza come requisito professionale. Tra ironia e grande sincerità, la sua testimonianza continua a mostrare quanto sia antico il problema della pressione esercitata sul corpo delle donne.
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