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Cronaca 2 min di lettura2 ore fa

Vicenza, la gara dell’aura degenera: denunce dopo il caos

Più di mille ragazzi si sono ritrovati a Campo Marzo per l’evento promosso da Hamza Messaf, poi la contestazione per gli abiti mancanti ha provocato danneggiamenti e tensioni.

Matteo Salvini chiede che i responsabili dei disordini di Vicenza vengano perseguiti dopo il raduno organizzato dall’influencer Hamza Messaf, noto sui social come “Il Vu cumpra”. Il vicepremier ha definito i protagonisti della vicenda «balordi» e ha annunciato l’intenzione di presentare le denunce necessarie.


Le reazioni dopo il caos

Secondo Salvini, durante l’episodio si sarebbero verificati danneggiamenti, violenze e molestie. Nel suo intervento ha inoltre richiamato le norme già in vigore contro i comportamenti violenti, sostenendo che abbiano già prodotto arresti ed espulsioni.

Anche il sindaco di Vicenza Giacomo Possamai ha condannato quanto accaduto, escludendo qualsiasi giustificazione. Il primo cittadino ha ricondotto l’episodio a un fenomeno sociale alimentato dai contenuti pubblicati in rete, capace di portare in strada molti adolescenti e di trasformare un appuntamento pubblico in un’occasione di violenza.


Una folla arrivata per i vestiti

L’appuntamento si è svolto sabato pomeriggio a Campo Marzo, dove sono confluiti almeno mille giovani provenienti da varie zone del Veneto. Tra i partecipanti c’erano ragazzi italiani, stranieri e molti figli di famiglie immigrate; alcuni minorenni erano stati accompagnati dai genitori.

Messaf aveva promosso sui social quella che aveva chiamato “aura battle”, una sfida basata su carisma e presenza scenica. La ricompensa annunciata consisteva in capi d’abbigliamento destinati a chi avrebbe dimostrato maggiore “aura”, secondo le regole illustrate dall’influencer nei video pubblicati prima dell’evento.

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La protesta e i danni al parcheggio

La tensione sarebbe esplosa quando i presenti si sono accorti che gli abiti promessi non erano tutti sul posto. Il tiktoker e le persone incaricate della sua sicurezza sarebbero stati raggiunti da spintoni e schiaffi; Messaf ha poi raccontato sui social che un’auto era stata danneggiata e che alcuni oggetti personali, tra cui un orologio, gli erano stati sottratti.

L’influencer ha sostenuto che il materiale mancante si trovasse su un altro furgone e ha attribuito l’aggressione alla reazione incontrollata della folla. Ha anche riferito di essersi rifugiato nella biglietteria del parcheggio Verdi, mentre all’esterno venivano danneggiate le sbarre e l’ascensore della struttura.


Un fenomeno da prevenire

Prima dell’incontro, Messaf aveva informato le forze dell’ordine della convocazione. Nonostante ciò, l’afflusso e la rapidità con cui la situazione è degenerata hanno reso necessario l’intervento per riportare l’area alla calma.

Dopo il danneggiamento delle strutture, i partecipanti si sono allontanati e la situazione è progressivamente rientrata. Possamai ha sottolineato che simili raduni richiedono sia una risposta delle autorità sia un lavoro preventivo sulle piattaforme digitali, per evitare che gli appelli rivolti ai giovanissimi sfocino nuovamente in episodi di violenza.

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