Verona, chiesto al Governo il ricorso contro la legge veneta
Pro Vita & Famiglia e Family Day sollecitano Meloni a impugnare la norma entro il 9 novembre
A Verona si è svolto un presidio contro la legge veneta sul fine vita. Pro Vita & Famiglia e Family Day hanno chiesto al Governo di rivolgersi alla Corte costituzionale.
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Le richieste delle associazioni
Massimo Gandolfini, presidente di Family Day, ha contestato la norma approvata durante la presidenza regionale di Luca Zaia e ha sollecitato il Parlamento a non intervenire con una disciplina nazionale. Secondo l’associazione, il Governo dovrebbe inoltre impugnare anche le leggi approvate in Toscana, Sardegna ed Emilia-Romagna.
Nel suo intervento Gandolfini ha sostenuto che alle persone in condizioni di sofferenza servano assistenza, accompagnamento e cure palliative. «Le persone sofferenti hanno bisogno di cura, di accompagnamento, di medicina palliativa», ha detto durante la manifestazione, aggiungendo che la sofferenza non può essere affrontata eliminando chi ne è colpito.
Sedie vuote in piazza Bra
A piazza Bra sono state collocate decine di sedie a rotelle senza occupanti, affiancate da cartelli dedicati a malati, persone con disabilità, anziani e cittadini fragili. La scelta voleva rappresentare, secondo i promotori, chi chiede maggiori trattamenti sanitari, tutela e rispetto invece di una soluzione orientata alla morte.
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Maria Rachele Ruiu, portavoce di Pro Vita & Famiglia, ha definito la dignità indipendente dalle condizioni di salute e dalla produttività individuale: «Una vita non vale meno di altre perché fragile». Ha inoltre denunciato la carenza di cure palliative: in Italia, secondo quanto riferito, due persone su tre tra quelle che ne avrebbero bisogno non le ricevono; in Veneto la quota sarebbe di circa una su due.
Il ricorso entro il 9 novembre
La mobilitazione è stata organizzata per chiedere a Giorgia Meloni di incaricare l’Avvocatura dello Stato, attraverso il Consiglio dei ministri, di presentare il ricorso contro la legge veneta. Il termine indicato per l’impugnazione davanti alla Consulta è il 9 novembre.
La legge regionale era stata approvata il 2 settembre. Ruiu ha richiamato anche i casi di Canada, Belgio e Olanda, sostenendo che il ricorso all’eutanasia in quei Paesi abbia coinvolto, tra gli altri, persone con disabilità, depressione, disturbi psichiatrici, giovani e bambini.
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