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Cronaca 2 min di lettura1 ora fa

Tumore al seno, la fiducia non basta: serve una scelta condivisa

Novartis invita a rafforzare il dialogo tra pazienti e specialisti sul rischio di recidiva e sulle decisioni terapeutiche.

La ricerca di informazioni passa sempre più dal web, ma ciò che le donne cercano non è soltanto una spiegazione della malattia. Servono indicazioni affidabili, comprensibili e utili a conciliare le cure con la vita quotidiana, la femminilità e i progetti personali.


Informazione pensata per la persona

È da questa esigenza che Novartis ha sviluppato il progetto “Facciamo Squadra”, realizzato insieme a Europa Donna, Andos, Salute Donna e Incontro Donna. L’iniziativa raccoglie materiali disponibili sul sito “È tempo di vita” e sui canali social dell’azienda, con l’obiettivo di rispondere ai bisogni rimasti ancora senza risposta.

Alla costruzione dei contenuti hanno partecipato anche specialisti di diverse discipline. Il supporto proposto affronta la patologia in modo complessivo e considera la paziente dentro il suo contesto personale, non soltanto in relazione alla diagnosi. “Oggi la donna non è una paziente, ma è una persona che vive all’interno della propria quotidianità e vuole vivere al meglio la propria femminilità”, ha sottolineato Chiara Gnocchi, responsabile Comunicazione e tutela dei pazienti di Novartis Italia.


La fiducia deve diventare dialogo

Secondo i risultati dello studio IQVIA sul tumore al seno HR+/HER2- in fase iniziale, tre donne su quattro dichiarano di sentirsi ascoltate dal proprio medico. Per Gnocchi, questo dato riflette il rapporto costruito nel tempo tra professionisti sanitari, associazioni e comunità delle pazienti: una relazione che ha contribuito a creare fiducia.

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Il punto ancora aperto riguarda però la consapevolezza del rischio di recidiva. Non tutte le donne conoscono la propria situazione e, secondo Gnocchi, l’informazione deve tradursi nella possibilità di discutere con il clinico il percorso più adatto. “La fiducia ci deve essere, c’è, ma deve essere una fiducia attiva”, ha affermato commentando l’indagine promossa da Novartis Italia durante il mese dedicato alla sensibilizzazione sul tumore al seno.

L’azienda considera quindi prioritario ascoltare le necessità non ancora soddisfatte e favorire una partecipazione più consapevole alle decisioni terapeutiche. La sfida, ha spiegato Gnocchi, non consiste soltanto nel far conoscere il rischio, ma nel trasformare quella conoscenza in un confronto concreto tra la donna e il proprio specialista.

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