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Cronaca 2 min di lettura1 ora fa

Trento, spari contro un palazzo: il proiettile finisce nella stanza di una 17enne

Nessuno è rimasto ferito nella sparatoria di Madonna Bianca, ma i colpi hanno terrorizzato gli abitanti e danneggiato facciata e auto

Il sindaco Franco Ianeselli ha definito «gravissimo» quanto accaduto a Madonna Bianca, nella zona meridionale di Trento. Ha inoltre manifestato vicinanza, a nome proprio e della giunta, alle persone coinvolte e ha ringraziato le forze dell’ordine per l’intervento, auspicando che gli autori vengano presto identificati e portati davanti alla giustizia.

La sparatoria ha scosso in particolare gli abitanti della Torre 13, teatro dell’agguato. «Cittadini che, loro malgrado, si sono trovati a vivere momenti di grande paura», ha detto Ianeselli, chiedendo che le indagini chiariscano rapidamente la dinamica dell’episodio.


Un colpo dentro la cameretta

La raffica non ha provocato vittime, ma uno dei proiettili ha superato una tapparella ed è penetrato in un’abitazione vicina a quella del presunto bersaglio. Il proiettile si è fermato contro un armadio, mentre nella stanza una ragazza di 17 anni era intenta a studiare.

I residenti hanno vissuto attimi di forte apprensione. I colpi, almeno una decina, hanno raggiunto soprattutto la facciata dell’edificio e un’automobile parcheggiata nei pressi del condominio.


L’agguato contro il 39enne

Secondo la ricostruzione iniziale, l’obiettivo della spedizione sarebbe stato un uomo di 39 anni, sottoposto agli arresti domiciliari. Il suo nome è legato a una rapina ai danni di un bancomat e nel 2024 è stato condannato a sette anni di reclusione.

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La sua famiglia vive al primo piano della Torre 13. Gli spari sarebbero stati indirizzati proprio verso quell’appartamento, ma la traiettoria dei proiettili ha coinvolto anche spazi e persone estranei alla vicenda.


Un Suv scuro nel mirino degli investigatori

L’episodio è avvenuto sabato, poco dopo le 17. Alcuni testimoni hanno riferito alla polizia di aver visto transitare rapidamente davanti al palazzo un Suv di colore scuro con due persone a bordo.

Gli accertamenti condotti finora indicano che i sospetti potrebbero essere due nomadi sinti provenienti da Bolzano. La polizia sta raccogliendo testimonianze e altri elementi utili per ricostruire l’accaduto e risalire ai responsabili.

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