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Cronaca 1 min di lettura5 ore fa

Tre euro a Genova: il Tar apre la strada alla tassa sui crocieristi

Respinto il ricorso degli armatori contro il tributo sugli imbarchi: per i giudici la vacanza in crociera dimostra una capacità di spesa tassabile.

Il Comune di Genova potrà introdurre un prelievo di 3 euro per i passeggeri che si imbarcano sulle navi da crociera. Il Tar ha infatti respinto l’impugnazione presentata dagli armatori, confermando la legittimità dell’iniziativa comunale.

La decisione ruota attorno alla natura della spesa sostenuta dai crocieristi. Secondo i giudici, il viaggio non rappresenta soltanto una permanenza temporanea sul territorio, ma segnala una disponibilità economica sulla quale l’amministrazione può intervenire per finanziare i costi pubblici.


Il ricorso degli armatori non passa

Gli operatori del settore contestavano la possibilità per il Comune di applicare il tributo agli imbarchi. Il tribunale amministrativo, tuttavia, ha ritenuto infondate le loro obiezioni e ha lasciato aperta la strada all’introduzione della tassa.

Nella sentenza, i giudici osservano che la “vacanza in crociera sia indice di spesa che può quindi essere tassata per finanziare i costi pubblici”. Il ragionamento collega dunque il pagamento richiesto non soltanto all’accesso a un servizio, ma alla capacità contributiva mostrata dal tipo di vacanza scelto.

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Tre euro al centro della disputa

L’importo previsto per ciascun imbarco è di 3 euro. Una cifra che, nella valutazione contenuta nel provvedimento, viene considerata contenuta rispetto alla spesa complessiva sostenuta da chi sceglie una crociera.

Per rendere l’idea del peso economico del prelievo, il Tar lo paragona al prezzo di una consumazione: i tre euro “sono il costo di un aperitivo”. La sentenza, quindi, considera limitata l’incidenza del tributo e non ravvisa ostacoli nella scelta del Comune di destinare queste risorse alla copertura delle spese pubbliche.

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