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Cronaca 2 min di lettura10 ore fa

Trattori fermi, raccolti a rischio: l’allarme dalla Sicilia

Gli agricoltori contestano il caro gasolio e avvertono: senza interventi immediati, la prossima stagione potrebbe lasciare i campi senza produzione

L’agricoltura siciliana rischia di non riuscire a garantire i raccolti della prossima stagione. Un agricoltore, intervenuto durante il collegamento da Palermo, ha chiesto un intervento immediato: «Bisogna rimettere in campo i trattori domani mattina altrimenti non ci sarà alcuna produzione». A suo giudizio, la crisi del settore potrebbe avere conseguenze anche sull’economia e sulla disponibilità di alimenti.


Campi deserti e raccolti in bilico

Nel corso del servizio di “Mattino Cinque News”, la testimonianza ha descritto una situazione particolarmente difficile nelle campagne dell’isola. Secondo l’agricoltore, dopo un sopralluogo effettuato in diverse zone della Sicilia, circa il 90% dei terreni risulterebbe incolto.

La conseguenza prospettata è l’assenza di grano prodotto localmente nel prossimo anno. Il fabbisogno verrebbe quindi coperto attraverso importazioni da Paesi come Ucraina e Canada; l’agricoltore ha inoltre espresso preoccupazione per i trattamenti con glifosato e per la sicurezza dei prodotti destinati ai consumatori.


Il gasolio pesa sui trattori

A rendere ancora più complessa la situazione è il costo del carburante utilizzato dai mezzi agricoli. «Per muovere un trattore ci vogliono 300 euro di gasolio ogni giorno», ha spiegato il lavoratore, sostenendo che il prezzo del diesel sarebbe cresciuto del 300% rispetto a tre mesi fa.

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La riduzione di 15 o 20 centesimi al litro, secondo la stessa testimonianza, non sarebbe sufficiente a compensare una spesa quotidiana di questa entità. L’agricoltore ha quindi sollecitato misure capaci di sostenere concretamente le attività nei campi, indicando nella ripartenza dell’economia agricola una necessità essenziale per la popolazione.


Il tetto Eni non basta

Il servizio, curato da Agnese Virgillito per “Mattino Cinque News”, ha riportato le proteste nonostante il limite annunciato da Eni sui prezzi della propria rete. Il tetto è fissato a 1,99 euro al litro per la benzina e a 2,19 euro per il gasolio.

Per gli agricoltori, tuttavia, questa iniziativa non avrebbe risolto il problema dei mezzi agricoli. La richiesta emersa dal collegamento è quella di una soluzione da attuare rapidamente, perché senza carburante accessibile i trattori restano fermi e la produzione rischia di interrompersi.

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