Torino, il corteo si ferma: tre cariche in piazza Castello
La manifestazione contro guerra, riarmo e caro benzina è stata bloccata dalla polizia mentre tentava di raggiungere via Po.
La tensione è salita nel centro di Torino quando il corteo riunito in piazza Castello ha cercato di muoversi verso via Po. La polizia ha fermato l'avanzata e, nel giro di pochi minuti, ha effettuato tre brevi cariche di alleggerimento per spingere indietro i manifestanti.
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Piazza Castello diventa il punto di scontro
Il primo intervento degli agenti è avvenuto con l'impiego di scudi e manganelli. In precedenza, la polizia aveva chiesto ai partecipanti di dirigersi verso la zona settentrionale della città passando dai Giardini reali, invece di procedere lungo via Po.
Dopo la prima carica, i due schieramenti si sono separati. Successivamente sono seguite altre due avanzate delle forze dell'ordine, che hanno consentito agli agenti di guadagnare alcuni metri all'interno della piazza. In quel momento era presente anche il questore di Torino, Massimo Gambino.
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Gli slogan contro guerra e riarmo
Ad aprire il corteo c'era uno striscione con le parole: «Noi la guerra non la paghiamo, Torino è contro il riarmo, no data center e caro benzina». Tra i messaggi scanditi dai manifestanti anche «Tutti odiano la polizia», traduzione dello slogan pronunciato durante la protesta.
In testa alla manifestazione si trovavano gli autonomi, descritti come tutti a volto scoperto. Al corteo hanno preso parte anche famiglie e studenti, insieme agli altri partecipanti riuniti per contestare le spese militari, la realizzazione di data center e l'aumento del costo del carburante.
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