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Cronaca 1 min di lettura35 min fa

Terra impoverita, Fino: il cibo rischia di perdere qualità

La presidente di Re Soil: in Italia il 47% dei terreni è degradato, in Europa la quota sale al 65%

Il deterioramento dei terreni minaccia la qualità degli alimenti. Lo ha spiegato Debora Fino, presidente della Fondazione Re Soil, intervenuta a Ecomondo, in corso alla Fiera di Rimini fino al 6 novembre.

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Il suolo e la qualità del cibo

Secondo Fino, il 65% dei suoli europei presenta forme di degrado; in Italia la percentuale raggiunge il 47%. La componente organica del terreno, ha ricordato, consente alla terra di rinnovarsi e contribuisce alla produzione del 95% del cibo consumato.

"Se non incrementiamo la sostanza organica presente nei suoli, tra un po' avremo cibo sempre più povero", ha detto Fino durante l'appuntamento dedicato all'economia verde, blu e circolare. La presidente ha collegato la salute dei terreni a quella delle persone che consumano i prodotti agricoli.


Le pratiche nelle aziende agricole

Per affrontare il problema, Re Soil segue alcune aziende ribattezzate Lighthouse Farm. In queste realtà vengono testate tecniche come la diversificazione delle coltivazioni e l'impiego di concimi con un minore impatto sull'ambiente.

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Le aziende sono accessibili ad agricoltori e imprese interessati a osservare direttamente i metodi applicati. Fino le ha descritte come esempi concreti di un'agricoltura moderna e di precisione, capace di tutelare sia l'ambiente sia la salute umana.


Meno sprechi, più nutrienti

Fino ha richiamato anche il legame tra tutela del suolo e bioeconomia circolare. In Italia, ha riferito, ogni persona getta mediamente 400 chili di cibo all'anno.

Una parte della strategia consiste nel recuperare i nutrienti sottratti ai terreni e restituirli attraverso pratiche compatibili con l'agricoltura. L'obiettivo indicato è ottenere produzioni più sane riducendo allo stesso tempo lo spreco alimentare.

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