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Cronaca 3 min di lettura1 ora fa

Terapie avanzate, spesa italiana stimata oltre 1,6 miliardi nel 2031

A Roma presentato il IX Rapporto: al 31 agosto 2026 erano 16 le terapie rimborsate dal Servizio sanitario nazionale

Il IX Report Italiano sugli Atmp, presentato giovedì 29 ottobre a Roma, prevede una possibile crescita della spesa italiana per le terapie avanzate fino a oltre 1,6 miliardi di euro nel 2031. La stima, riferita allo scenario considerato più rappresentativo, parte dai circa 563 milioni previsti per il 2027.

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I numeri delle autorizzazioni

Gli Atmp comprendono terapie geniche, cellulari e prodotti di ingegneria tissutale. Questi trattamenti intervengono sui meccanismi alla base di diverse patologie e, in determinati casi, una sola somministrazione può garantire effetti prolungati o permanenti.

Al 31 agosto 2026, 53 terapie avanzate erano state sottoposte alla valutazione europea e 33 avevano ottenuto l’autorizzazione. Quelle con un’autorizzazione all’immissione in commercio ancora attiva erano 24, mentre in Italia il Servizio sanitario nazionale ne rimborsava 16.

Il documento è stato illustrato durante gli Atmp Days 2026, appuntamento annuale promosso da Cencora. Il rapporto prende in esame lo sviluppo clinico, le procedure regolatorie, l’accesso al mercato, la sostenibilità economica e l’inserimento dei trattamenti nei percorsi assistenziali.


Quanto può crescere la spesa

Tra il 2019 e il 2025, la spesa italiana per gli Atmp è salita da 1,38 a 222,6 milioni di euro. Nello stesso periodo, le confezioni utilizzate sono passate da 14 a 1.195.

Gli autori del rapporto precisano che le proiezioni devono essere valutate con cautela. Il loro obiettivo è offrire un supporto alla programmazione e alle decisioni, anche in vista delle risorse necessarie, dell’organizzazione delle reti assistenziali e della disponibilità dei centri.

Secondo Chiara Lucchetti, responsabile dell’accesso al mercato di Cencora Italia e componente del comitato direttivo di Atmp Forum, il risultato per il paziente dipende dall’intero percorso, dalla ricerca alla produzione delle prove scientifiche, fino alla valutazione, al rimborso e all’applicazione nella sanità. Proprio nei passaggi tra queste fasi, ha spiegato a margine dell’incontro, possono accumularsi ostacoli clinici, regolatori, finanziari e organizzativi.

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Dalla ricerca ai centri

Il Report esamina anche gli studi clinici in corso, le aree terapeutiche in maggiore espansione e gli elementi destinati a influire sull’evoluzione del settore. Claudio Jommi, professore di Economia aziendale all’Università degli Studi del Piemonte Orientale e presidente eletto di Ispor Italy Rome Chapter, ha osservato che non basta sviluppare nuovi trattamenti: occorre predisporre condizioni che ne consentano l’arrivo tempestivo e sostenibile ai pazienti.

Tra gli aspetti approfonditi figurano la sostenibilità economica degli Atmp, il ruolo della programmazione regionale e le tecnologie emergenti. Paolo Gasparini, professore ordinario di Genetica Medica all’Università degli Studi di Trieste e componente di organismi dell’Agenzia europea dei medicinali e dell’Aifa, ha richiamato la necessità di dati affidabili, competenze specialistiche e confronto continuo tra ricercatori, autorità, medici e sistema sanitario.

L’autorizzazione al rimborso non conclude il percorso. Sono necessari centri attrezzati, personale formato, procedure per l’invio dei pazienti, logistica, presa in carico e controlli nel tempo; per questo la preparazione dovrebbe iniziare prima della disponibilità del trattamento.

Walter Marrocco, responsabile scientifico della Federazione italiana medici di medicina generale e componente della Commissione scientifica ed economica del farmaco, ha ricordato che per il paziente l’accesso comprende anche una diagnosi tempestiva, l’invio alla struttura adeguata e un’assistenza continuativa prima e dopo la somministrazione. La medicina territoriale può contribuire individuando precocemente i bisogni e sostenendo il collegamento con i centri specialistici.

Gli Atmp Days si sono conclusi indicando nella programmazione anticipata, nella collaborazione tra livelli nazionali e regionali e nella preparazione delle reti cliniche le condizioni necessarie per gestire accesso, appropriatezza e sostenibilità. L’iniziativa ha ricevuto il patrocinio di Aifa, Ospedale Pediatrico Bambino Gesù-Irccs, Cittadinanzattiva, Farmindustria, Federchimica Assobiotec, Istituto superiore di sanità, Sif, Uniamo, Università del Piemonte Orientale ed è stata realizzata con il contributo non condizionante di Bayer, Csl, Gilead Kite, medac pharma, Pierre Fabre, Cordex Biologics, Eli Lilly, Novartis e Utragenyx.

ℹ️ Le informazioni contenute in questo articolo hanno scopo puramente informativo e non sostituiscono il parere del medico. Per qualsiasi dubbio sulla tua salute rivolgiti al tuo medico di fiducia.

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