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Cronaca 2 min di lettura9 ore fa

Tedua, il padre ritrovato a 30 anni: «Forse è stato meglio così

Nel podcast di Gianluca Gazzoli, Mario Molinari ripercorre un’infanzia segnata dall’assenza paterna, dalla malattia e dal ruolo decisivo della nonna.

L’incontro con il padre è arrivato soltanto a trent’anni, quando Tedua aveva già costruito la propria identità e la propria carriera. Nel corso della prima puntata della nuova stagione di «Passa dal BSMT», il rapper, all’anagrafe Mario Molinari, ha ripercorso le ferite dell’infanzia senza trasformarle in rancore, spiegando come la distanza dalla figura paterna sia stata legata a una grave condizione psichiatrica.


La nonna come punto di riferimento

Durante il dialogo con Gianluca Gazzoli, Tedua ha raccontato di aver trascorso gran parte della crescita senza una presenza genitoriale stabile. La madre, ha spiegato, la incontrava soprattutto la domenica, quando insieme al fratello raggiungevano la nonna a Settimo Milanese.

Proprio la nonna ha rappresentato per lui una guida fondamentale. L’educazione ricevuta e la vicinanza degli amici gli hanno permesso di affrontare la sofferenza in modo diverso, fino a trasformarla in energia. «Io ho reagito al dolore con il sorriso e con la risata», ha detto il rapper, ricordando anche le situazioni difficili vissute da alcuni coetanei in famiglie segnate dalla violenza.

Tedua ha messo a confronto la propria esperienza con quella di chi cresce accanto a genitori aggressivi o offensivi. Pur riconoscendo la durezza della sua storia, ha sostenuto che in alcuni casi l’assenza possa provocare meno danni della presenza di un adulto problematico.


Il padre e una diagnosi difficile

Il capitolo più delicato riguarda il padre, incontrato personalmente soltanto dopo tre decenni. Secondo quanto riferito dall’artista, l’uomo ha seguito cure per vent’anni a causa di un disturbo bipolare grave, un elemento che ha cambiato il modo in cui Tedua interpreta oggi quella lontananza.

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«Non ho mai avuto la possibilità di conoscerlo davvero per poterlo giudicare», ha spiegato durante l’intervista. Per questo, pur riconoscendo gli errori commessi dal padre, il rapper non parla di odio: la malattia psichiatrica costituisce, nella sua lettura, una chiave per comprendere comportamenti e responsabilità.

La consapevolezza raggiunta con gli anni ha modificato anche la prospettiva dell’artista sulla propria vicenda. Tedua ha osservato di sentirsi una persona realizzata e di guardare quindi al passato con maggiore distanza, ricordando che nessuno riceve un manuale per imparare a essere genitore.


Dalla distanza a una nuova complicità

Il rapporto tra i due, pur nato in ritardo, sembra avere trovato uno spazio nuovo. Tedua ha raccontato di aver accompagnato il padre a San Siro e di essersi divertito molto insieme a lui: un episodio semplice, ma significativo per una relazione rimasta a lungo sospesa.

Quel ricordo chiude il racconto con un’immagine lontana dal risentimento. La musica, il successo e un percorso personale segnato dal perdono hanno consentito al rapper di rileggere la propria infanzia senza cancellarne il dolore, ma anche senza lasciare che fosse soltanto la sofferenza a definirla.

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