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Cronaca 2 min di lettura6 giorni fa

Social, scoppia la lite a Napoli: 35enne arrestato dopo l’aggressione

A Sant’Anastasia una discussione nata da un commento online è finita con la donna ferita e il compagno fermato dai carabinieri.

Quando la pattuglia è arrivata sul posto, il 35enne non avrebbe smesso di opporsi all’intervento dei militari. Secondo il racconto raccolto dagli investigatori, ha insistito perché non venisse chiesto alcun documento alla compagna e ha alzato i toni davanti ai carabinieri.


La frase ai carabinieri prima del fermo

«Non tieni rispetto - avrebbe ripetuto più volte ai militrai - non devi chiedere il documento alla mia ragazza» è la frase attribuita all’uomo nel corso dell’intervento. Poco prima, il suo comportamento era già apparso fuori controllo.


Dalle chat alla violenza in strada

La tensione sarebbe esplosa a Sant’Anastasia, in provincia di Napoli, dopo un commento comparso sul profilo social della donna. L’uomo avrebbe chiesto spiegazioni su quel messaggio, lasciato da una persona che non conosceva, e subito dopo avrebbe preteso di vedere il telefono della compagna.

Di fronte al rifiuto della donna, la situazione è precipitata. Il 35enne le avrebbe strappato lo smartphone di mano e, a quel punto, avrebbe iniziato a colpirla mentre si trovavano in auto.


Pugni, schiaffi e l’arrivo dei militari

Secondo la ricostruzione, l’aggressione sarebbe proseguita con colpi ripetuti, insieme a minacce e offese. Alcune persone presenti nella zona avrebbero cercato di fermarlo, notando quanto stava accadendo.

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Proprio in quel momento è passata una pattuglia dei carabinieri, che ha intercettato la scena ed è intervenuta. Anche davanti ai militari, l’uomo avrebbe mantenuto un atteggiamento ostile fino al fermo.


Le accuse e le condizioni della vittima

Per il 35enne sono scattate le manette con le contestazioni di lesioni e tentata rapina, legata alla sottrazione del telefono durante la lite. La donna è stata accompagnata per le cure e i medici hanno riscontrato un trauma cranico, varie contusioni al volto e una distorsione del rachide cervicale.

La prognosi finale è di sette giorni. L’arresto è avvenuto dopo l’aggressione, ricostruita dagli investigatori come nata da un episodio legato ai social e degenerata rapidamente in violenza fisica.

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