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Cronaca 2 min di lettura1 ora fa

Sgarbi in terapia intensiva: si attende il bollettino del Gemelli

Il critico d’arte è ricoverato a Roma in condizioni definite gravi, mentre cresce l’attesa per un aggiornamento ufficiale dei medici.

Vittorio Sgarbi, 74 anni, è ricoverato al Policlinico Gemelli di Roma e si trova in terapia intensiva. Le sue condizioni vengono descritte come gravi da fonti sanitarie, ma al momento non è stato diffuso un bollettino medico ufficiale.

L’ultimo impegno pubblico del critico d’arte risale a settembre, quando aveva partecipato a Ferrara all’apertura della mostra “Da Monet a Van Gogh a Kandinsky”. L’evento si era concluso con l’omaggio del pubblico ferrarese, che gli aveva tributato una lunga ovazione.


L’ultima apparizione prima del ricovero

Nei mesi precedenti Sgarbi aveva continuato a presenziare ad appuntamenti culturali. Dopo aver festeggiato il 74esimo compleanno l’8 maggio a Venezia, era stato accolto da Pietrangelo Buttafuoco nella sede della Fondazione Biennale, a Ca’ Giustinian.

Pochi giorni più tardi aveva preso parte al Salone del libro di Torino. A settembre, invece, era tornato a Ferrara per l’inaugurazione della rassegna dedicata a Monet, Van Gogh e Kandinsky: quella è stata la sua più recente uscita pubblica prima dell’attuale degenza.


Una salute già segnata da altri problemi

Il nuovo ricovero arriva dopo un periodo già difficile. Nella primavera del 2025 Sgarbi aveva trascorso circa un mese al Gemelli per affrontare una profonda sindrome depressiva, una vicenda che aveva richiesto diverse settimane di ospedale.

Nel corso della sua vita il saggista ed ex sottosegretario ha inoltre avuto un’ischemia miocardica acuta e un attacco cardiaco, che aveva comportato un ricovero urgente a Modena. In precedenza aveva anche superato un tumore alla prostata, del quale aveva parlato pubblicamente.


Il fronte familiare negli ultimi mesi

Recentemente l’attenzione si era concentrata anche sulla situazione familiare di Sgarbi. La figlia Evelina aveva chiesto al tribunale la nomina di un amministratore per la gestione degli interessi del padre, sostenendo che non fosse più pienamente autonomo e potesse essere condizionato con facilità.

Il critico d’arte aveva respinto con decisione quella richiesta. Secondo la sua posizione, le contestazioni della figlia erano infondate e legate esclusivamente a ragioni economiche. Ora si attende il comunicato dei medici per conoscere con maggiore precisione il quadro clinico.

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