9.000Lettori online ora
Cronaca 3 min di lettura5 giorni fa

Sei figli in comunità: il padre annuncia la battaglia per riaverli

Alessandro Costanza chiede il rientro dei bambini dopo la notte trascorsa in un negozio dalle due sorelle per imitare una challenge online.

Alessandro Costanza vuole riavere con sé i sei figli, oggi ospitati in una comunità, e si dice pronto a ricorrere alle vie legali se non arriverà presto una decisione diversa. Dopo l'incontro con i bambini, il padre racconta di averli trovati fisicamente in buone condizioni, ma molto scossi per la lontananza da casa.


Il padre prepara la battaglia legale

Costanza sostiene che i figli non dovrebbero restare nella struttura per quello che considera un episodio isolato. «Vogliono tornare a casa», spiega, riferendo il desiderio espresso dai bambini durante il colloquio, e assicura di aver sempre dedicato loro attenzione, affetto e cura.

La separazione dalla madre aveva portato il padre a ottenere l'affidamento esclusivo. Da tre anni era seguito dai servizi sociali e, nei mesi più recenti, aveva ricevuto una valutazione positiva sulla propria capacità genitoriale. Per crescere i figli, racconta, si era avvalso anche dell'aiuto di alcune baby-sitter.


Una notte nata da una sfida online

La vicenda è cominciata quando due delle bambine, di età maggiore rispetto agli altri fratelli, si sono allontanate dall'abitazione a San Cataldo, nel territorio di Caltanissetta. Venerdì scorso hanno raggiunto un'attività commerciale di corso Vittorio Emanuele, dove sono rimaste fino al giorno seguente per riprodurre un contenuto visto sui social.

Il negozio, secondo il genitore, era per loro un luogo conosciuto: le bambine conoscono la titolare e sono attirate dagli abiti e dai prodotti presenti. Costanza precisa che soltanto le figlie più grandi dispongono di un telefono e che riteneva di sapere quali video seguissero; non avrebbe però immaginato che potessero provare a ripetere quella sfida.


L'incontro dopo il trasferimento

Durante la visita durata circa un'ora, il padre ha cercato di tranquillizzare i figli. La domanda più insistente, riferisce, riguardava il momento del ritorno a casa: lui ha promesso che sarebbe avvenuto presto, pur ammettendo di vivere con sofferenza e rabbia la situazione.

Chiedi a Readoo3 / 3 oggi

Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.

La maggiore non comprenderebbe il motivo della permanenza in comunità né il clamore legato alla vicenda. Al padre avrebbe chiesto perché in televisione si parlasse di maltrattamenti, dal momento che in famiglia si era sempre sentita amata. I sei minori, tre maschi e tre femmine tra i 5 e i 13 anni, sono lontani da casa da quasi una settimana.


Il ritardo nella denuncia

Costanza riconosce di non essersi rivolto immediatamente ai carabinieri. All'inizio aveva pensato a un semplice ritardo, poi la paura era cresciuta fino a spingerlo a cercare le bambine per tutta la notte. Il giorno successivo sono state individuate nel negozio.

Il padre collega quella scelta anche al timore che l'intervento dei servizi sociali potesse compromettere la permanenza dei figli con lui. Ammette di aver sbagliato, ma sostiene di aver agito per paura e con l'intento di proteggerli, dopo anni trascorsi a dimostrare di poter svolgere da solo il proprio ruolo genitoriale.


La richiesta alle istituzioni

Ora Costanza confida che le istituzioni consentano il ritorno dei bambini in tempi brevi. «E' un'ingiustizia tenere sei bambini là dentro per una marachella», afferma, contestando anche l'immagine di un padre incapace di occuparsi della propria famiglia.

La vicenda, dunque, resta legata alle valutazioni degli organismi che seguono il caso. Il genitore ribadisce di aver commesso un errore, ma nega che questo possa cancellare il percorso compiuto negli ultimi tre anni e insiste sulla volontà, condivisa dai figli, di tornare alla vita familiare.

Ti è piaciuto? Condividilo

Continua a leggere