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Cronaca 1 min di lettura1 ora fa

Savona, nove indagati per le patenti false polacche

La Polizia stradale ha ricostruito una rete con intermediari locali e un collegamento estero per produrre documenti contraffatti

La Polizia stradale di Savona ha smantellato un’organizzazione che produceva e distribuiva patenti di guida false, soprattutto polacche. Nove persone sono indagate nell’inchiesta coordinata dalla Procura della Repubblica savonese.

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Dalla patente sequestrata alla rete

L’indagine, denominata “Monopoli”, è partita dal ritrovamento di un documento contraffatto. Gli accertamenti successivi hanno incluso perquisizioni, verifiche su documenti e l’analisi di dispositivi elettronici, consentendo agli investigatori di ricostruire un sistema più ampio.

Secondo quanto emerso, la rete avrebbe coinvolto diversi intermediari attivi nel Ponente savonese. Il loro compito sarebbe stato individuare persone interessate a ottenere la patente pagando per un percorso irregolare, mettendole poi in contatto con il canale incaricato della realizzazione dei documenti.


Documenti prodotti anche all’estero

Gli investigatori hanno individuato un collegamento in Italia con una struttura operativa fuori dai confini nazionali. Sarebbe stato questo canale estero a occuparsi materialmente della preparazione delle patenti, prevalentemente riconducibili alla Polonia.

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Durante l’attività sono state sequestrate licenze di guida contraffatte e altri atti falsi, apparentemente emessi da autorità italiane e straniere. Nel materiale acquisito figurano anche archivi digitali, fotografie e filmati relativi alla fabbricazione dei documenti.


Le nove persone coinvolte

Gli elementi raccolti e le somiglianze rilevate nelle modalità di preparazione, distribuzione e consegna hanno portato gli inquirenti a ipotizzare un’attività con ramificazioni oltre la Liguria e collegamenti internazionali.

Le nove persone indagate avrebbero avuto ruoli diversi: tra loro ci sarebbero gli aspiranti acquirenti delle patenti, gli intermediari presenti sul territorio e chi avrebbe mantenuto i rapporti con il canale estero. L’inchiesta è partita da un singolo documento, ma ha poi portato alla ricostruzione di una struttura articolata.

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