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Cronaca 1 min di lettura2 ore fa

Sardegna, 100 euro annui per i prodotti mestruali

La Giunta regionale ha previsto 14,7 milioni in tre anni per sostenere l’acquisto senza limiti di reddito.

La Sardegna ha approvato un contributo annuale di 100 euro per l’acquisto di prodotti destinati all’igiene mestruale. Il beneficio riguarda le residenti tra i 12 e i 20 anni e, senza vincoli anagrafici, le donne segnalate in condizioni di particolare necessità.

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Come si potrà utilizzare

L’importo sarà caricato come credito personale collegato alla Tessera sanitaria. Le beneficiarie potranno spenderlo anche in momenti diversi, nei punti vendita che aderiranno alla misura, senza dover anticipare la somma.

Tra gli articoli acquistabili rientrano gli assorbenti esterni e interni, le coppette mestruali e la biancheria mestruale lavabile. L’elenco completo dei prodotti sarà definito attraverso i successivi provvedimenti attuativi.


Chi può ricevere il contributo

Per le ragazze residenti in Sardegna di età compresa tra 12 e 20 anni non è prevista alcuna verifica del reddito. Il sostegno potrà quindi essere richiesto indipendentemente dalla situazione economica del nucleo familiare.

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L’accesso sarà esteso anche a donne di qualsiasi età quando una condizione di bisogno sarà documentata dai Centri per la famiglia o da altri servizi pubblici abilitati. Nell’assegnazione verranno considerate con precedenza le situazioni di forte difficoltà economica, marginalità sociale o emergenza abitativa, oltre all’accoglienza in strutture dedicate e ai percorsi di protezione per chi subisce violenza.


Le risorse stanziate

Il finanziamento arriva dall’ultima variazione del bilancio regionale. Per il 2026 sono stati messi a disposizione 2,1 milioni di euro, mentre la dotazione salirà a 6,3 milioni per ciascuno degli anni 2027 e 2028.

Nel complesso, la Regione ha programmato 14,7 milioni di euro su tre annualità. La misura è stata presentata con l’obiettivo di sostenere la prevenzione e la salute femminile, promuovere corrette pratiche igieniche e ridurre le differenze nell’accesso ai prodotti sanitari legate al reddito o al luogo di residenza.

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