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Cronaca 1 min di lettura31 min fa

Rifiuti organici, 45mila tonnellate di bioplastica diventano compost

A Ecomondo Carmine Pagnozzi spiega il ruolo del consorzio nel recupero degli imballaggi biodegradabili e compostabili

Circa 45mila tonnellate di imballaggi in bioplastica vengono trasformate in compost ogni anno negli impianti industriali specializzati.

Il direttore generale di Biorepack, Carmine Pagnozzi, ha richiamato l'attenzione sulla qualità dei materiali conferiti con la frazione organica. «Bisogna porre molta attenzione in quello che mettiamo nei rifiuti organici - avverte - perché nel momento in cui mettiamo materiali non compostabili come plastica, vetro e alluminio, compromettiamo il riciclo anche di quelle frazioni compostabili».

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I quantitativi gestiti ogni anno

Secondo i dati illustrati da Pagnozzi a Ecomondo, sul mercato vengono distribuite annualmente circa 84mila tonnellate di questi imballaggi. La quota che arriva effettivamente al recupero ammonta invece a circa 45mila tonnellate, destinate alla produzione di compost.

Il materiale comprende soprattutto i sacchetti utilizzati per la spesa, oltre a contenitori, piatti e bicchieri. Si tratta di prodotti destinati a essere trattati negli impianti industriali insieme alla componente organica, quando rispettano i requisiti previsti.

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Il compito del consorzio

Biorepack opera nella gestione degli imballaggi in bioplastica biodegradabili e compostabili attraverso il sistema della responsabilità estesa dei produttori. Il consorzio sostiene le spese relative alla raccolta, al trasporto e al trattamento dei materiali inseriti nella raccolta dell'umido.

Gli imballaggi devono essere conformi alla norma EN 13432, che stabilisce i criteri per la compostabilità in condizioni industriali. L'inserimento nell'organico di plastica tradizionale, vetro o alluminio può invece compromettere il recupero dell'intero materiale conferito.

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