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Cronaca 1 min di lettura8 ore fa

Ricina, il silenzio di Di Vita dopo le perquisizioni

Gli investigatori hanno controllato lo studio di Pietracatella e Di Vita è stato nuovamente visto in Questura a Campobasso, senza rilasciare dichiarazioni.

Il caso della ricina torna al centro delle indagini dopo una mattinata di perquisizioni e un nuovo passaggio di Gianni Di Vita negli uffici della Questura di Campobasso. All’uscita, l’uomo ha scelto di non parlare con i presenti.

Il riserbo arriva mentre gli investigatori continuano a verificare gli elementi legati alla morte di Antonella Di Ielsi e della figlia Sara, quindici anni, decedute a dicembre dopo essere state avvelenate dalla ricina secondo l’ipotesi degli inquirenti.


Controlli nello studio di Pietracatella

La Squadra Mobile ha iniziato gli accertamenti dallo studio di Di Vita a Pietracatella. L’edificio si trova proprio di fronte all’abitazione nella quale, a dicembre, sono morte la moglie e la figlia dell’uomo.

Le perquisizioni si sono svolte nella stessa zona della tragedia e hanno preceduto il ritorno di Di Vita in Questura. Si tratta dell’ennesima presenza dell’uomo negli uffici investigativi, mentre gli accertamenti proseguono.

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Di Vita sceglie ancora il silenzio

Dopo le attività degli agenti, Di Vita ha lasciato la Questura di Campobasso senza rilasciare dichiarazioni. Il suo atteggiamento è rimasto improntato al silenzio quasi totale.

Al momento, i fatti riferiti riguardano le perquisizioni nello studio di Pietracatella e i ripetuti passaggi di Di Vita in Questura. Le verifiche sono inserite nell’inchiesta sulle due morti avvenute a dicembre.

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