1.322notizie oggi
Cronaca 3 min di lettura14 ott

Resinovich, la perizia lascia un Dna maschile: Visintin insiste sull’innocenza

Gli esperti hanno esaminato 350 pagine di reperti: emerge un profilo maschile ignoto, mentre non risultano contatti tra le scarpe di Liliana e il laboratorio del marito.

Un profilo genetico maschile ancora senza identità compare tra gli elementi analizzati nella nuova perizia sul caso di Liliana Resinovich. Il dato, insieme agli accertamenti sulle calzature della vittima, viene rilanciato da Sebastiano Visintin, marito della donna e indagato per omicidio, che torna a respingere ogni responsabilità.

Liliana, 63 anni, era scomparsa dalla sua abitazione il 14 dicembre 2021. Il suo corpo venne ritrovato il 5 gennaio 2022 nell’area dell’ex ospedale psichiatrico provinciale di Trieste.

Offerta del giorno15 ottobre

Douglas

Fino al -25% su Douglas via app

Scade domani
*******


Il Dna maschile resta senza nome

La relazione, composta da circa 350 pagine e firmata da Paolo Fattorini, Chiara Turchi ed Eva Sacchi, raccoglie analisi genetiche, dattiloscopiche e merceologiche sui reperti. Il documento sarà discusso il prossimo 30 ottobre.

Sul cordino che si trovava attorno al collo di Liliana è stato individuato esclusivamente il suo materiale genetico. Diversa la situazione del cordino usato per tenere insieme le tre chiavi custodite nella borsa, dove sono stati riconosciuti due profili complessi e la valutazione statistica segnala la possibile presenza di un uomo non ancora identificato.

Secondo gli esperti, è altamente probabile che le tracce maschili già rilevate dalla Polizia scientifica sui jeans e sul sacco nero che copriva la parte inferiore del corpo appartengano alla stessa persona sconosciuta. Visintin considera questo passaggio centrale per ricostruire gli ultimi momenti della moglie: «Sui suoi jeans e sul sacchetto che le copriva i piedi c’è il Dna maschile di uno sconosciuto che spero avrà presto un nome».


Le scarpe non collegano il laboratorio

Un altro punto richiamato dal marito riguarda le suole delle scarpe di Liliana. Gli esami non hanno evidenziato depositi macroscopici di terreno utili a un confronto con quello del roseto dove venne recuperato il corpo o con altre aree.

Chiedi a Readoo3 / 3 oggi

Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.

Readoo usa l’AI per rispondere velocemente alle tue domande.

I periti non hanno trovato nemmeno trucioli o residui d’acciaio, materiali invece presenti in modo diffuso nei campioni raccolti nel laboratorio di via Donadoni, luogo indicato in una consulenza della famiglia Resinovich come possibile scena dell’omicidio. Per gli esperti, il confronto non offre quindi elementi che dimostrino un contatto tra le calzature della donna e l’ambiente di lavoro.

Visintin sostiene che questo risultato confermi quanto affermato da tempo e nega che Liliana sia stata uccisa nel laboratorio di via Weiss. «Sotto le suole delle scarpe di mia moglie non c’è nessun elemento riconducibile al pavimento del mio laboratorio», ha affermato, auspicando una revisione delle conclusioni già avanzate sul luogo del delitto.


Visintin respinge ogni accusa

Il marito della vittima afferma di essere stato sottoposto a perquisizioni e di essere stato rappresentato pubblicamente come un possibile “marito mostro”. A suo giudizio, finora sono state alimentate soltanto ombre nei suoi confronti, senza prove capaci di collegarlo all’omicidio.

La perizia segnala inoltre una compatibilità tra alcune fibre trovate sulla borsa e sul giubbotto di Liliana e quelle presenti sulla giacca di Visintin. L’uomo ridimensiona però il valore di questo elemento, spiegando che i due capi venivano normalmente tenuti vicini perché appartenevano a persone conviventi.

Difeso dagli avvocati Paolo e Alice Bevilacqua, Visintin continua dunque a dichiararsi estraneo ai fatti. Ora attende che gli accertamenti scientifici e il successivo esame della relazione contribuiscano a dare un’identità al profilo maschile e a chiarire la dinamica della morte di Liliana.

Ti è piaciuto? Condividilo

Continua a leggere