Ravenna, il caso Cpr si allarga: 8 medici sotto indagine
A Ravenna emerge che una quota significativa di stranieri giudicati non idonei al rimpatrio è poi tornata a commettere reati, mentre otto sanitari finiscono nel mirino degli inquirenti per i certificati.
Il dato che pesa di più non è soltanto il numero degli indagati, ma il percorso che avrebbe permesso a decine di immigrati destinati ai centri per il rimpatrio di evitare il Cpr. Nella città romagnola, secondo quanto emerso, il 25% di chi ha ottenuto un giudizio di non idoneità sarebbe poi tornato a delinquere.
L’indagine ruota attorno ai certificati medici che avrebbero fatto saltare il trasferimento. A essere coinvolti sono otto medici dell’ospedale di Ravenna, ora sotto inchiesta per presunti falsi.
Come funzionava il passaggio al pronto soccorso
La procedura, stando a quanto ricostruito, prevedeva che la valutazione sanitaria sugli stranieri passasse dal pronto soccorso. In quella sede venivano controllate le condizioni generali, eventuali disturbi psichiatrici e la presenza di patologie acute o croniche.
Il punto contestato è però un altro: i referti sarebbero stati materialmente firmati da infettivologi, anche se quegli esami non rientravano tra le loro competenze delegate. È da qui che nasce il fascicolo aperto dagli investigatori.
Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.
I numeri che hanno acceso l’inchiesta
A far scattare l’attenzione degli inquirenti è stato soprattutto l’esito di una parte di quei casi. Tra coloro che erano stati ritenuti non idonei al Cpr, una quota pari al 25% avrebbe poi commesso altri reati.
Il quadro ha fatto emergere un possibile meccanismo di certificazioni irregolari che, secondo l’ipotesi investigativa, avrebbe consentito a diversi migranti irregolari di restare fuori dai centri per il rimpatrio. Ora l’attenzione resta concentrata sui documenti e sulle firme finite al centro delle verifiche.
Continua a leggere
Fiamme a Fincantieri, Ancona: sciopero e un operaio morto
Un lavoratore tunisino di 55 anni non è sopravvissuto alle ustioni; un collega bengalese di 29 anni è stato trasferito a Pisa in condizioni gravissime
Ustica, la Francia offre nuovi documenti: il gip prende tempo
La Procura di Roma ha chiesto di ritirare la richiesta di archiviazione dopo l’annuncio francese sulla trasmissione di atti risalenti al periodo 1981-1994.
Fincantieri Ancona, una fiammata spezza due vite: scatta lo sciopero
Un lavoratore è morto e un collega è stato trasferito a Pisa dopo l’incidente avvenuto durante le operazioni su una nave nello stabilimento marchigiano.
Tragedia a Milano: 21enne muore dopo un volo di 15 metri
I soccorsi sono intervenuti vicino a un parcheggio di piazza Gae Aulenti, mentre la Polizia di Stato verifica i filmati per chiarire l’accaduto.