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Cronaca 2 min di lettura22 set

Prof accoltellata, Marsilio replica agli attacchi e punta il dito sulla famiglia

Isabella Marsilio torna sull’aggressione subita a Roma, respinge le accuse circolate online e racconta di aver perdonato il 13enne, chiedendo però che non venga lasciato solo.

Isabella Marsilio, la docente ferita con un coltello venerdì scorso da uno studente della scuola media Giovanni Verga di Roma, ha detto di essere stata travolta dalle polemiche sui social dopo l’aggressione. Ospite di Verità nascoste, il programma condotto da Milo Infante e in onda questa sera, 22 settembre, su Retequattro, ha spiegato di sentirsi serena sul piano personale e professionale.


Marsilio respinge gli attacchi online

Ha raccontato di aver percepito una campagna ostile intorno alla sua pagina Facebook, nata – secondo la sua ricostruzione – da alcuni post e da dichiarazioni che avrebbero irritato una parte del pubblico. Marsilio ha aggiunto di non avere nulla da rimproverarsi e di aver perdonato il ragazzo che l’ha colpita.


Per lei il 13enne non va abbandonato

Pur ribadendo il perdono, la professoressa ha insistito su un punto: il 13enne non deve essere lasciato solo. Alla famiglia ha rivolto un appello netto, sostenendo che debba comprendere fino in fondo ciò che il figlio ha compiuto. Nei confronti dell’adolescente, invece, ha detto che non deve avere timore di cercarla e che da lei potrà ricevere solo conforto e dispiacere per ciò che, a suo dire, portava dentro.

Marsilio ha anche ricostruito i momenti dell’aggressione, spiegando di non sapere se l’esito sarebbe stato più grave senza l’intervento di un altro alunno. Ha precisato di conoscere il 13enne da tempo e di aver notato un primo segnale di cambiamento già lo scorso anno, in seconda media, tanto da convocare la famiglia. Secondo quanto riferito, i genitori erano già consapevoli di un disagio che il ragazzo poteva coltivare.

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Il ringraziamento allo studente intervenuto

Un pensiero particolare è andato allo studente che è riuscito a fermare l’aggressore. Marsilio ha detto di sentirsi in debito con lui e di volerlo abbracciare quando lo incontrerà, spiegando che il suo intervento potrebbe aver evitato conseguenze peggiori. Ha poi difeso ancora una volta la propria versione, prendendo le distanze dalle accuse circolate online, tra cui quella di remigrazione legata alla sua pagina Facebook.

La docente ha infine smentito di aver pronunciato la frase secondo cui, se il ragazzo congolese non fosse stato regolare in Italia, non sarebbe stato un suo alunno. Ha definito quelle parole false e crudeli, chiarendo che non rispecchiano affatto il suo pensiero.

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