Piazze ad alta tensione: scontri a Milano, Torino e Bologna
Landini annuncia lo sciopero generale della Cgil per il 20 novembre, mentre nelle città si registrano lanci di pietre, cariche e momenti di forte tensione
L’annuncio dello sciopero generale arriva mentre in diverse città la protesta sfocia in episodi di violenza. A Milano si contano feriti e persone fermate dopo il lancio di sassi e gli interventi della polizia; tensioni e scontri si registrano anche a Torino e Bologna.
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Milano tra pietre e cariche
Nel centro di Milano la situazione è degenerata tra via San Prospero e piazza Cordusio, dove alcuni giovani con il volto coperto hanno lanciato pietre contro gli agenti per circa dieci minuti. La polizia ha risposto con una carica di alleggerimento e ha successivamente presidiato piazza Duomo in assetto antisommossa.
Le tensioni hanno lasciato danni a pensiline del trasporto pubblico, vetrate di edifici storici, arredi urbani e strutture di alcuni cantieri. Sono state lanciate anche bombe carta e fuochi d’artificio, mentre il ricorso ai lacrimogeni ha coinvolto passanti, turisti e residenti. Alcuni giovani sono stati bloccati e identificati.
Bologna e Torino, cortei divisi
A Bologna gli scontri si sono concentrati davanti alla stazione, in piazza Medaglie d’Oro. Le forze dell’ordine hanno impiegato idranti e lacrimogeni dopo un fitto lancio di sassi e altri oggetti da parte di giovani incappucciati; decine di biciclette a noleggio sono state rovesciate e i disordini si sono poi spostati verso i viali, compresa via Indipendenza.
A Torino, invece, si sono verificati momenti di tensione anche tra gli stessi partecipanti al corteo contro il caro vita. Gli organizzatori hanno invitato alcuni ragazzi a scoprire il volto e hanno fermato un gruppo che cercava di raggiungere la testa della manifestazione correndo sotto i portici di via Po. In piazza Vittorio Veneto, una bottiglia è stata lanciata verso il reparto di polizia schierato sul posto.
Landini prepara la mobilitazione
A Roma la Cgil ha riunito in piazza del Popolo una manifestazione sostenuta da più di cento associazioni, laiche e cattoliche. Dal palco, il segretario generale Maurizio Landini ha collegato la mobilitazione alle richieste rivolte al governo in vista della legge di Bilancio: «Il 20 novembre la Cgil proclamerà lo sciopero generale». La data coincide con lo sciopero europeo degli studenti.
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Il corteo romano è stato promosso con lo slogan «Lavoro, pace, ambiente, welfare, Costituzione». Tra gli obiettivi indicati figurano aumenti per salari e pensioni, superamento dei contratti precari, contrasto al lavoro povero e riduzione delle differenze retributive tra uomini e donne.
Sanità, fisco e caro carburanti
Le altre richieste riguardano un sistema fiscale più progressivo, la lotta all’evasione e un minore peso delle imposte su stipendi e pensioni. I promotori chiedono inoltre di tassare maggiormente extraprofitti, rendite e grandi patrimoni, sostenendo che il contributo debba crescere in base alla disponibilità economica.
Sul fronte dei servizi pubblici, la piattaforma indica l’obiettivo di destinare alla sanità il 7,5% del prodotto interno lordo e all’istruzione il 5%, con nuove assunzioni, tempi più brevi per le prestazioni e strutture di qualità in tutto il Paese. La protesta comprende anche il no al riarmo e all’aumento della spesa militare, oltre alla difesa del diritto al dissenso e dell’attuazione della Costituzione.
Intanto prosegue in Calabria e Sicilia la mobilitazione degli autotrasportatori contro il prezzo dei carburanti. L’Anav Sicilia, che rappresenta le aziende del trasporto di passeggeri, ha avvertito che la disponibilità insufficiente di gasolio potrebbe mettere a rischio il servizio privato già da lunedì.
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