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Cronaca 2 min di lettura1 ora fa

Piacenza, la svolta dell’orecchio bionico: resta sotto pelle 24 ore

Per la prima volta in Italia è stato utilizzato un impianto cocleare completamente interno, capace di funzionare senza dispositivi esterni e senza rimozione notturna.

La paziente, colpita da una sordità grave e profonda, è stata sottoposta il 12 ottobre all’ospedale di Piacenza a un intervento che introduce in Italia una tecnologia finora riservata a pochi casi nel mondo. Il nuovo impianto cocleare è interamente collocato sotto la pelle, non teme l’acqua e può rimanere attivo anche durante il sonno.

Nella stessa giornata un’operazione analoga è stata eseguita all’ospedale di Siena. L’esperienza avviata in Emilia-Romagna e Toscana riguarda una soluzione pensata per rendere più continua e semplice la percezione dei suoni nelle persone con ipoacusia severa-profonda.

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Un dispositivo tutto interno

A differenza dei sistemi tradizionali, il modello utilizzato a Piacenza non richiede componenti esterne da indossare o togliere. I microfoni, progettati per captare i rumori attraverso la cute, permettono all’apparato di raccogliere i suoni senza lasciare parti visibili all’esterno.

Il segnale viene poi convertito in impulsi elettrici e inviato alla coclea, che trasmette le informazioni al cervello tramite il nervo uditivo. La batteria si ricarica appoggiando un apposito caricatore sulla zona dell’impianto; l’operazione può avvenire senza spegnere il dispositivo. Non è quindi necessario rimuoverlo di notte e diminuisce anche il rischio di smarrimento o danneggiamento delle componenti esterne.


Piacenza guida la sperimentazione

L’intervento è stato realizzato dall’équipe di otorinolaringoiatria guidata da Domenico Cuda, all’interno di un progetto pilota sostenuto dalle Regioni Emilia-Romagna e Toscana. Sono già stati acquistati altri nove impianti, che dovrebbero essere utilizzati a Piacenza entro la fine del 2027 con risorse regionali.

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L’ospedale piacentino è il centro italiano con il maggior numero di impianti cocleari: ogni anno ne esegue circa 140 e nell’80% dei casi accoglie persone residenti fuori regione. La struttura vanta oltre vent’anni di esperienza nella gestione di situazioni complesse, sia tra i bambini sia tra gli adulti.


Un investimento sulla sanità pubblica

Il presidente dell’Emilia-Romagna Michele de Pascale e l’assessore regionale alle Politiche per la salute Massimo Fabi hanno definito il risultato una conferma del valore del sostegno pubblico alla ricerca, all’innovazione e alla qualità dell’assistenza. Secondo i due esponenti, la collaborazione con la Toscana può offrire ai pazienti nuove opportunità nelle attività quotidiane e un accesso più costante ai suoni.

Paola Bardasi, direttrice generale dell’Azienda Usl di Piacenza, ha invece sottolineato il ruolo ormai riconosciuto dell’ospedale come centro di riferimento nazionale per gli impianti cocleari. Il percorso appena iniziato consentirà di valutare su altri pazienti l’efficacia della tecnologia completamente interna.

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