Pellet, siti falsi incassano bonifici senza consegnare
Le offerte in rete promettono bancali a 200-300 euro, ma molti acquirenti perdono il denaro versato in anticipo
La truffa dei siti che vendono pellet a prezzi irrealistici si sta moltiplicando. Gli acquirenti pagano in anticipo, spesso con un bonifico istantaneo, ma il bancale ordinato non viene mai consegnato.
GioiaPura
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Come funziona il raggiro
Le offerte riguardano in genere 70 sacchi da 15 chilogrammi, proposti a 200-300 euro invece dei 400-600 euro normalmente richiesti, con variazioni legate al periodo. Dopo la compilazione dell’ordine, il cliente riceve le coordinate per trasferire l’intera somma.
Nei diversi casi esaminati lo schema cambia poco. I portali possono apparire rudimentali oppure essere realizzati con maggiore cura e con l’impiego dell’intelligenza artificiale, ma il pagamento richiesto resta quasi sempre lo stesso: un bonifico immediato verso un conto intestato a una persona fisica. Sul sito può comparire anche la possibilità di usare una carta, mentre nella comunicazione successiva viene domandato soltanto il trasferimento bancario.
Le segnalazioni degli acquirenti
Le testimonianze raccolte negli ultimi mesi sono numerose. Alcuni utenti riferiscono di avere perso 259,99, 300 o 368 euro senza ricevere né la merce né un codice per seguirne la spedizione. In altri casi, dopo settimane di telefonate senza risposta, il sito è sparito o ha modificato nome e coordinate bancarie.
Il raggiro può proseguire anche dopo il primo versamento. A diversi clienti è stato detto che la causale del bonifico conteneva un errore e che sarebbe stato necessario pagare di nuovo, con la promessa di restituire la prima somma. «Mi è stato chiesto un secondo pagamento e che poi mi avrebbero rimborsato il precedente», ha raccontato Stefania descrivendo la richiesta ricevuta.
Tra le persone coinvolte figurano anche anziani e familiari che hanno acquistato per loro. Un utente ha riferito che alla sorella, dopo un versamento di 439 euro destinato al pellet per la madre di 93 anni, sarebbe stato chiesto un altro bonifico perché una lettera nella causale era stata scritta in maiuscolo.
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L’allarme della filiera
L’Associazione Italiana Energia dal Legno segnala un aumento marcato dei casi. Il presidente Marco Bussone ha parlato di segnalazioni arrivate da famiglie, consumatori e rivenditori, mentre Matteo Favero, responsabile dell’area Biocombustibili e Certificazioni di qualità dell’associazione, ha collegato la crescita delle frodi alla ricerca di prezzi più bassi durante una fase di rincari.
Secondo Favero, le richieste aumentano dalla fine dell’estate e diventano più frequenti con l’arrivo del freddo. Sulla filiera pesano, a suo dire, la guerra in Ucraina, il conflitto con l’Iran, la chiusura dello Stretto di Hormuz, le difficoltà di approvvigionamento e i dazi attribuiti a Trump.
Il caso evitato per un sospetto
Chiara, incaricata dalla madre di 86 anni di acquistare una scorta, ha interrotto l’operazione prima del pagamento. Dopo avere confrontato più portali con offerte identiche, ha ricevuto le coordinate di un conto intestato a un privato, nonostante sul sito fosse indicato anche il pagamento con carta.
Il dettaglio le ha fatto sorgere il dubbio. Un altro portale ha poi sollecitato il versamento sostenendo di non aver ricevuto il denaro e chiedendo l’invio della ricevuta a un numero WhatsApp. Chiara ha segnalato i siti alla Polizia postale e ha riferito che, al momento della sua denuncia, le pagine risultavano ancora attive.
Anche un controllo automatico della banca ha permesso a un’altra cliente di fermarsi. L’applicazione ha bloccato il trasferimento perché l’Iban risultava già associato a una frode; dopo la richiesta di pagare alla consegna, il venditore ha smesso di rispondere.
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