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Cronaca 3 min di lettura1 ora fa

Pedoni, la stretta è ancora una bozza: cosa può cambiare nel 2028

Il provvedimento approvato il 13 ottobre 2026 rivede obblighi e sanzioni per chi cammina, ma il testo non è ancora definitivo né in vigore

La multa per chi attraversa la strada usando il cellulare non farà parte della riforma così come illustrata dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti il 14 ottobre 2026. Il provvedimento approvato dal Consiglio dei ministri il giorno precedente contiene comunque diverse modifiche dedicate ai pedoni, dagli attraversamenti alla visibilità notturna.

La cautela è d’obbligo: si tratta ancora di una proposta, che dovrà affrontare altri passaggi istituzionali. Anche gli importi delle sanzioni e le date indicate per l’approvazione definitiva e l’entrata in vigore potranno quindi cambiare.

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Il cellulare resta fuori dalle multe

Tra le ipotesi circolate durante l’elaborazione della riforma figurava una sanzione da 75 euro per il pedone impegnato nell’attraversamento con il telefono in mano. Questa previsione, però, è stata eliminata dal testo approvato dal Consiglio dei ministri, secondo il chiarimento diffuso dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.

La disposizione specifica sull’uso del cellulare durante l’attraversamento non è dunque compresa nella proposta attuale. Restano invece altre indicazioni rivolte a chi si muove a piedi, con l’obiettivo dichiarato di ridurre i comportamenti rischiosi e rendere più ordinate le regole sulla circolazione.


Attraversare richiederà più attenzione

Prima di entrare sulle strisce, il pedone dovrebbe verificare che i conducenti in arrivo lo abbiano individuato e siano effettivamente nelle condizioni di arrestarsi. Durante il passaggio, inoltre, sarebbe richiesto di procedere mantenendo una direzione regolare, evitando cambi improvvisi o scatti, salvo situazioni di necessità.

La bozza indica anche una serie di condotte potenzialmente sanzionabili: l’attraversamento diagonale agli incroci, il passaggio fuori dalle strisce nelle rotatorie dotate di percorsi dedicati, l’uscita improvvisa tra le auto e il transito davanti ad autobus o tram fermi. Rientrerebbero tra i comportamenti contestabili anche il passaggio a zigzag tra i veicoli parcheggiati e l’attraversamento fuori dai centri abitati vicino a curve o dossi con visuale ridotta.

In presenza di strisce, sottopassi o sovrappassi, la proposta indirizza i pedoni verso le strutture predisposte. Quando queste mancano, oppure si trovano ad almeno 100 metri, l’attraversamento dovrebbe avvenire dopo aver dato la precedenza ai veicoli e seguendo una traiettoria perpendicolare alla strada.

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Di notte servirà maggiore visibilità

Sulle strade extraurbane prive di illuminazione, chi cammina potrebbe essere tenuto a rendersi riconoscibile attraverso elementi retroriflettenti, dispositivi catarifrangenti o luci intermittenti. L’obiettivo è consentire agli automobilisti di individuare il pedone con sufficiente anticipo.

Per la mancata adozione di queste precauzioni sono state prospettate multe tra 40 e 60 euro. Le ricostruzioni della bozza indicano inoltre importi variabili per le altre violazioni: in base alla condotta contestata, si andrebbe da 25 a 100 euro oppure da 40 a 160 euro. Le cifre dovranno comunque essere confrontate con il testo definitivo.

Quando non c’è un marciapiede, il pedone dovrebbe camminare sul margine della carreggiata procedendo in direzione opposta rispetto ai veicoli. In questo modo avrebbe la possibilità di vedere il traffico che arriva davanti a sé. La proposta interviene anche sull’uso dei marciapiedi, dove verrebbero vietati pattini e tavole, oltre alla formazione di gruppi capaci di impedire il normale passaggio.


Il calendario resta ancora provvisorio

Dopo l’approvazione preliminare del 13 ottobre 2026, il testo dovrà ricevere i pareri del Consiglio di Stato, della Conferenza unificata e delle commissioni parlamentari competenti. Successivamente è previsto un nuovo esame da parte del Consiglio dei ministri, chiamato ad adottare la versione conclusiva della riforma.

Le tempistiche prospettate fissano a marzo 2027 il possibile via libera finale e al 1° gennaio 2028 l’eventuale avvio delle nuove regole. Si tratta tuttavia di scadenze non ancora definitive: fino alla conclusione dell’iter e alla pubblicazione degli atti ufficiali, gli obblighi e le multe contenuti nella proposta non possono essere considerati già applicabili.

La riforma comprende anche una disposizione sui monopattini elettrici, che non dovrebbero circolare quando rappresentano un ostacolo o una fonte di pericolo per i pedoni. Anche questa misura, come le nuove regole sugli attraversamenti, resta legata all’approvazione del testo definitivo.

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