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Cronaca 2 min di lettura14 ott

Pavese, 19enne in manette: pistole e simboli nazisti in casa

La perquisizione ha portato al sequestro di armi da fuoco, lame e oggetti legati alla propaganda neonazista: l’indagine è nata da una precedente inchiesta su una chat estremista.

Due pistole, un fucile e numerosi oggetti riconducibili alla simbologia neonazista hanno portato all’arresto di un 19enne residente nel Pavese. Il giovane, ritenuto vicino a gruppi skinhead radicali, è accusato di propaganda e istigazione a delinquere con finalità discriminatorie legate a razza, etnia e religione.

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In casa c’erano armi e simboli nazisti

La perquisizione, svolta in mattinata dalla Digos su mandato della Procura di Milano, ha permesso di recuperare due pistole e un fucile automatico Marocchi modello SM66 calibro 9 Flobert. Nel materiale sequestrato figurano anche sciabole e diverse lame, tra pugnali e coltelli, oltre a un tirapugni, un manganello, un martello e un’ascia.

Nella stanza del ragazzo gli investigatori hanno trovato riproduzioni e testi dedicati a Hitler e Mussolini. C’erano inoltre vessilli con la svastica, una maschera associata a gruppi estremisti presenti in rete e altri contenuti di propaganda con croci celtiche e riferimenti alle SS.


Il profilo emerso dall’analisi digitale

L’inchiesta ha preso forma esaminando un dispositivo acquisito durante un’indagine precedente, culminata il 22 aprile con l’arresto di una persona del Pavese considerata responsabile della chat “Terza Posizione”. Da quell’analisi sono emersi elementi che hanno indirizzato gli investigatori verso il 19enne.

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Le verifiche della sezione antiterrorismo della Digos milanese, condotte con la Digos di Pavia e con la Direzione centrale della polizia di prevenzione, hanno trovato ulteriori riscontri nei contenuti pubblicati dal giovane sui social. Secondo gli inquirenti, quei materiali mostrerebbero orientamenti radicali e dichiarazioni improntate alla violenza e alla discriminazione. Gli stessi accertamenti avevano fatto ipotizzare che il ragazzo disponesse di armi, circostanza poi confermata dal controllo nell’abitazione.


Attesa per la convalida

Dopo l’operazione, il 19enne è stato trasferito nel carcere di Voghera. Il provvedimento è stato disposto dalla Procura di Pavia, mentre ora spetterà al giudice per le indagini preliminari valutare la convalida dell’arresto.

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