688notizie oggi Scopri i vantaggi
Cronaca 3 min di lettura2 ore fa

Parigi, Angela torna in aula: «Reagire non significa guarire»

Dopo otto anni e dieci operazioni, l’ex ballerina siciliana affronta il processo sull’esplosione che nel 2019 le ha cambiato la vita.

«Non dovrebbe essere necessario mostrarsi distrutti per dimostrare di aver subito un trauma». Angela Grignano è tornata a Parigi insieme alla madre per affrontare l’avvio del procedimento sull’esplosione del 12 gennaio 2019, nella quale quattro persone persero la vita e numerose altre rimasero ferite. Per l’ex ballerina siciliana, la capacità di reagire non può essere scambiata per la fine della sofferenza.

La prima fase del dibattimento sarà dedicata alla ricostruzione dell’accaduto e all’audizione di investigatori, vigili del fuoco e consulenti tecnici. Il calendario prevede udienze quotidiane fino al 7 dicembre 2026, ma il quadro resta complesso anche per le diverse conclusioni emerse nei procedimenti penale e civile.

Offerta del giorno19 ottobre

Rowenta

-20% sulle aspirapolveri da Rowenta

Scade tra 73 giorni
********


Il peso di essere sopravvissuta

Tra le vittime ci furono due vigili del fuoco, morti a pochi metri da Grignano mentre erano impegnati nei soccorsi. «Per molto tempo mi sono chiesta perché io fossi sopravvissuta e loro no», ha raccontato, spiegando che quel pensiero l’ha spinta a dare un significato alla seconda possibilità ricevuta.

La giovane ha cercato di trasformare la propria esperienza in un messaggio rivolto agli altri, incontrando anche studenti nelle scuole. Tuttavia, continuare a uscire, occuparsi di sé e mantenere una quotidianità non ha cancellato il trauma. «Sorridere non significa non soffrire. E reagire non significa essere guariti», ha sottolineato.


Una gamba salvata con dieci interventi

Dopo l’esplosione, la gamba sinistra era gravemente compromessa e la sua conservazione ha richiesto dieci operazioni. I medici hanno utilizzato tessuti prelevati dalla schiena e dalla testa, oltre a innesti ossei e cutanei, lavorando in condizioni vascolari molto delicate e con una sola arteria funzionante.

Per oltre sei anni Angela ha alternato sedia a rotelle, stampelle, calzature ortopediche e riabilitazione. In alcuni momenti ha preso in considerazione anche l’amputazione. L’ultimo intervento importante, un’artrodesi, ha reso permanente il blocco della caviglia sinistra; soltanto nella primavera del 2025 è riuscita a camminare senza ausili.


Il processo cerca le responsabilità

Il procedimento si apre a Parigi con oltre 500 parti coinvolte, appartenenti ad almeno cinque nazionalità. Le associazioni delle vittime stimano invece in circa 800 il numero complessivo delle persone colpite direttamente o indirettamente. Sono previsti interpreti giudiziari e una radio online riservata alle parti civili.

Chiedi a Readoo3 / 3 oggi

Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.

Readoo usa l’AI per rispondere velocemente alle tue domande.

L’esplosione interessò circa 200 metri di strada. Secondo una delle ricostruzioni, le perdite provenienti dalle condutture delle acque reflue avrebbero indebolito progressivamente il terreno, provocando il cedimento del sottosuolo, la rottura di una tubazione del gas e la successiva deflagrazione.


Danni fisici e carriera spezzata

Nel processo penale sono chiamati in causa il Comune di Parigi e CIPA, società incaricata della gestione dell’edificio. Le contestazioni riguardano, rispettivamente, la mancata verifica di precedenti cedimenti del marciapiede e le presunte omissioni legate alle perdite della rete fognaria. Le ipotesi di reato comprendono omicidio involontario, lesioni involontarie e danneggiamenti involontari, ma ogni responsabilità dovrà essere accertata in aula.

Una perizia depositata nel 2026 nell’ambito civile ha aperto ulteriori interrogativi sulla tubazione del gas in ghisa e sul fatto che quel tratto non fosse stato sostituito, a differenza di altre parti della rete. È così entrata nel dibattito anche la posizione di GRDF, gestore della distribuzione del gas, che non è imputato nel procedimento penale. Restano inoltre da definire numerose questioni relative ai risarcimenti.

A 24 anni Grignano era arrivata a Parigi da appena un mese per inseguire l’obiettivo di entrare nel corpo di ballo di Disneyland Paris. Aveva alle spalle studi universitari e una formazione nella danza, nello spettacolo e nella comunicazione, ma la possibilità di costruire una carriera è stata interrotta dall’incidente.

Il riconoscimento del danno professionale è oggi uno dei nodi più difficili della vicenda, insieme alla valutazione delle conseguenze fisiche, psicologiche e morali. «Tornare a camminare non significa tornare alla vita di prima», ha spiegato: non può più correre né ballare come un tempo e deve convivere con limitazioni permanenti.

Ti è piaciuto? Condividilo

Continua a leggere