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Cronaca 1 min di lettura1 ora fa

Padova, Salvini alza il muro: “Niente tribunali islamici

Il vicepremier e Anna Maria Cisint chiedono di chiudere una moschea abusiva e ribadiscono il primato della normativa italiana.

A Padova il confronto sulla presenza islamica si sposta sul terreno della legalità: Matteo Salvini e Anna Maria Cisint hanno chiesto lo stop a una moschea ritenuta abusiva e respinto l’ipotesi di organismi giudiziari legati alla Sharia. Il messaggio del vicepremier è netto: in Italia vale esclusivamente la legge dello Stato.

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Salvini: il diritto italiano resta centrale

Durante l’intervento a Padova, Salvini ha escluso la possibilità di tribunali islamici nel Paese. “Vale la legge italiana, non esistono tribunali islamici”, ha affermato, indicando nel rispetto dell’ordinamento nazionale il punto irrinunciabile della sua posizione.

Il tema è stato collegato anche alla questione della moschea segnalata come abusiva. Per il vicepremier, oltre al rifiuto di una giustizia parallela, occorre intervenire sull’utilizzo della struttura indicata nel dibattito locale.

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La richiesta della Lega sulla moschea

Alla presa di posizione di Salvini si è aggiunta quella di Anna Maria Cisint, europarlamentare della Lega ed ex sindaca di Monfalcone. Anche lei, a Padova, ha sostenuto la necessità di rimuovere la moschea abusiva.

Le due richieste avanzate dalla Lega riguardano quindi profili distinti ma collegati: da una parte la chiusura della struttura contestata, dall’altra l’esclusione di tribunali islamici. Al centro resta l’affermazione della legge italiana come unico riferimento per la giustizia.

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