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Cronaca 2 min di lettura49 min fa

Numero 88 vietato: la multa che scuote il calcio amatoriale reggiano

Un giocatore è sceso in campo con il numero associato al neonazismo: sanzionate due formazioni, mentre una terza è stata poi esclusa dal provvedimento

Il ragazzo coinvolto si è sentito mortificato e, secondo quanto riferito da un tecnico, ha scelto di non giocare nella serata successiva alla contestazione. La vicenda ha acceso i riflettori su una regola poco conosciuta nei campionati amatoriali.

Un dirigente ha ammesso di non essere a conoscenza del divieto e ha assunto su di sé la responsabilità dell’episodio: «Non sapevo di questa regola e me ne prendo la responsabilità ma il riferimento non è nel modo più assoluto al nazismo».

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La sanzione colpisce due squadre

The Mount Peli e Masone Suave City dovranno pagare 20 euro ciascuna per aver inserito nella distinta un atleta con il numero 88. La decisione è stata presa dal giudice sportivo del Csi di Reggio Emilia in relazione alle gare disputate nell’ultimo fine settimana.

Nel provvedimento datato 14 ottobre, relativo al calcio a 7, la somma viene indicata come conseguenza della recidiva e dell’utilizzo di una numerazione non ammessa. L’As Ominset era comparsa inizialmente tra le società punite, ma la sanzione nei suoi confronti è stata successivamente rettificata.


Perché l’88 è proibito

Il divieto è in vigore da giugno 2023, quando fu definito un protocollo d’intenti tra il Viminale, il Ministero per lo Sport e la Figc per contrastare l’antisemitismo nel calcio. Tra le misure previste è rientrata anche l’esclusione della maglia numero 88.

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La cifra viene utilizzata dagli ambienti neonazisti come codice per richiamare Hitler: la lettera H occupa infatti l’ottava posizione dell’alfabeto e la ripetizione del numero allude al saluto “Heil Hitler”. Per questo motivo la numerazione non può essere impiegata nelle competizioni calcistiche.


Una norma poco conosciuta

Nei tornei professionistici esistono figure incaricate di verificare il rispetto di disposizioni di questo tipo. Nei campionati amatoriali, invece, la regola può non essere nota a dirigenti e giocatori, come dimostra il caso emerso nel Reggiano.

Lo stesso dirigente dell’As Ominset ha spiegato che il numero era già stato scelto in passato senza intenzioni ideologiche. La correzione del provvedimento ha evitato alla società la sanzione inizialmente associata alla sua distinta, mentre The Mount Peli e Masone Suave City restano chiamate a versare la somma stabilita.

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