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Cronaca 2 min di lettura14 ott

Minicar e sei aggressioni a Roma: la frase choc del 16enne

Due minorenni sono stati individuati dopo gli episodi del 4 e 5 ottobre: sequestrato il veicolo, mentre l’inchiesta passa alla Procura minorile.

La ricostruzione degli investigatori ruota attorno a una minicar nera e alla confessione di uno dei due ragazzi coinvolti. Il giovane, 16 anni, avrebbe ammesso davanti agli inquirenti di aver partecipato con un 17enne a sei aggressioni avvenute a Roma tra il 4 e il 5 ottobre, compreso l’episodio che ha causato il grave ferimento dell’attore Davide Iacopini, ancora ricoverato in prognosi riservata.

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La confessione davanti agli inquirenti

Durante l’interrogatorio, il minorenne avrebbe ridimensionato la gravità dei gesti, definendoli «scherzi». Ha raccontato di avere trascorso la sera del 4 ottobre a bordo della minicar, guidata dall’amico, e di aver spaventato un ciclista urlandogli contro. Nella circostanza avrebbe perso un berretto, poi riconosciuto dagli investigatori.

Il giorno successivo, secondo la sua versione, i due si sarebbero affiancati a una persona su un monopattino. Il ragazzo ha riferito di aver spostato la mano dell’uomo dal manubrio, provocandone la caduta. La vittima sarebbe Davide Iacopini. Il giovane ha inoltre spiegato di avere perso una scarpa mentre apriva lo sportello per verificare le conseguenze dell’azione.


Il veicolo ora è sotto sequestro

La minicar è stata individuata e sequestrata nella notte da carabinieri e polizia locale. Un meccanico avrebbe fornito un elemento utile alle verifiche, raccontando di aver installato luci rosse vicino alla targa e applicato adesivi sul mezzo. Gli accertamenti tecnici avrebbero poi collegato l’auto alle sei aggressioni contestate.

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Nel telefono di uno dei minorenni sarebbe stata trovata anche un’applicazione destinata a controllare gli spostamenti, solitamente utilizzata dai genitori per monitorare i figli. Il veicolo apparterrebbe a uno dei due ragazzi, che sarebbe figlio di un carabiniere e risiederebbe a Monteverde; l’altro vivrebbe invece a Testaccio.


Ora decide la Procura minorile

I due indagati, un 16enne e un 17enne, sono stati ascoltati in caserma dal pubblico ministero della Procura di Roma e risultano denunciati a piede libero. L’ipotesi di reato contestata è il tentato omicidio, ma la valutazione dell’impianto accusatorio spetterà ora alla Procura presso il tribunale per i minorenni.

Le attività investigative sono state condotte dai carabinieri con il supporto dei reparti specializzati nelle indagini informatiche e nei rilievi tecnico-scientifici, oltre che del Ris di Roma. Secondo quanto riferito agli investigatori, i due avrebbero compiuto le aggressioni mentre festeggiavano il compleanno di uno di loro. Nel corso dell’interrogatorio avrebbero infine riassunto quella notte con una frase: «Ci siamo divertiti così».

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