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Cronaca 1 min di lettura55 min fa

Milano, universitari occupano una sala della Statale per protesta

La protesta denuncia 1559 esclusi dagli alloggi pubblici, carenza di docenti, strutture chiuse e lezioni in ritardo.

Gli studenti hanno occupato nel pomeriggio l’aula magna dell’Università Statale di Milano. L’iniziativa è stata comunicata attraverso i canali social del movimento, che ha elencato le difficoltà affrontate dagli iscritti.

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Le richieste degli studenti

Al centro della protesta c’è la situazione abitativa: secondo gli occupanti, 1559 studenti risultati idonei non hanno ottenuto un posto letto nelle residenze pubbliche. La mancanza di alternative, sostengono, li spinge verso affitti privati sempre più onerosi o verso strutture residenziali considerate accessibili soltanto a una parte degli universitari.

Nel documento diffuso online vengono citati anche la scarsità di docenti, l’avvio delle lezioni con un mese di ritardo e il sovraffollamento delle aule. Gli studenti segnalano inoltre edifici chiusi da anni, senza indicazioni sui tempi di riapertura, e condizioni degli spazi che definiscono rischiose. A loro giudizio, il diritto allo studio è diventato più difficile e costoso da esercitare.

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Le critiche ai vertici

Nel messaggio, la gestione dell’ateneo viene accusata di non aver dato risposte adeguate. Gli studenti sostengono che la rettrice non abbia accettato un confronto pubblico e contestano anche il lavoro dell’Osservatorio per il Diritto allo Studio, ritenuto incapace di proporre soluzioni concrete ai problemi denunciati.

La protesta viene collegata anche alle politiche nazionali sull’università e alla riduzione delle risorse destinate alla spesa sociale. Nel mirino finiscono i tagli degli ultimi anni, le misure di austerità e l’aumento degli investimenti militari attribuiti al Governo Meloni e alla classe politica. «Non ci stiamo più», si legge nella nota, che respinge l’idea di far ricadere sugli studenti i costi dell’economia di guerra e del carovita.

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